Foto In difesa delle donne. Case rifugio, priorità per i processi, codice rosa, aiuti economici: cosa fa l'Italia contro la violenza di genere?

Non sono passati 50 anni da quando in Italia era permesso, al capofamiglia, l'uso (e spesso l'abuso) di mezzi di correzione e disciplina nei confronti della moglie e dei figli: solo con la riforma del diritto di famiglia è stata abolita, nel 1975, la cosiddetta autorità maritale. Da allora molte cose sono state fatte contro la violenza maschile sulle donne; ma il percorso non è stato facile né breve. Il vero giro di boa è stato infatti nel 2013, quando l'Italia ha recepito la Convenzione di Istanbul e il decreto anti-femminicidio ha introdotto una serie di misure sia di carattere preventivo che repressivo.

Il Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere del 2015, seguito nel 2017 dal Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e da molte nuove leggi - su indennizzi economici, congedi dal lavoro, tutela per gli orfani di femminicidio - hanno ampliato gli strumenti a tutela delle donne. Ma l'attuazione di queste misure è stata, molte volte, rimessa a circolari o ad altri atti di rango non primario che rendono difficile, per la vittima, conoscere gli strumenti a propria tutela e richiederne l'applicazione. Pure la non certezza dei finanziamenti, o la loro scarsità, ha reso difficoltosa l'attuazione di interventi e servizi a protezione delle vittime di violenza (e loro figli e figlie).

L'Ufficio Valutazione Impatto, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha messo a punto una guida pratica - la prima di una nuova collana di pubblicazioni - per orientarsi tra gli aiuti disponibili a livello nazionale e nei piani di intervento regionale. Dalle case rifugio per le donne in fuga da partner violenti al codice rosa che accoglie le vittime al pronto soccorso, dalle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ai centri per il recupero di uomini maltrattanti, ecco una ricognizione delle risorse più significative.

Personale a contratto della Farnesina all’estero, “nella Finanziaria 2019 non dimenticatevi di noi!”

L’appello della CONFSAL UNSA ESTERI al Sottosegretario agli Esteri, Sen. Ricardo Merlo

 

“Una pioggia di mail e telefax sta giungendo al MAECI, alla Segreteria di Ricardo Merlo, da parte del personale a contratto appartenente alle diverse categorie – ovvero regolato dalla legge locale, regolato dalla legge italiana assunto dopo il 1997 e il personale regolato dalla legge italiana assunto prima del 1997 – in servizio presso la Rete consolare e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero”. E’ quanto si legge in una nota del Coordinamento Esteri della CONFSAL UNSA.

“La categoria è in allarme e, infatti, esprime a Merlo “la propria preoccupazione riguardo al capitolo di spesa degli stipendi dei predetti dipendenti presso il MAECI, che viene colmato solo ed unicamente con i risparmi derivanti dal pensionamento degli impiegati a contratto italiano e conseguente assunzione di impiegati locali, i cui contratti sono nettamente peggiorativi. Lo scorso anno venne inserito per la prima volta nella storia di questa categoria, e dietro ripetute sollecitazioni della Confsal Unsa, un emendamento ad hoc nella Legge di Bilancio 2018, finalizzato all’integrazione di 600.000 Euro sul predetto capitolo. Ciò ha permesso, quest‘anno, di garantire aumenti stipendiali – anche se minimi in taluni casi – a ben 41 paesi nel mondo, escludendone tuttavia più del doppio rispetto a quelli presenti sulla Rete. Alcuni di questi Paesi attendono aumenti anche da vent’anni, come, ad esempio, USA, Argentina, Brasile, Canada, per citarne solo alcuni tra quelli con maggior numero di dipendenti”.

E a quanto pare “segnali” per il 2019 non sono ancora percettibili, poiché le proposte emendative partite dalla Farnesina, con destinazione Parlamento, non prevedrebbero, sino ad ora, alcun incremento di fondi sul capitolo di spesa di questa categoria di lavoratori.

Il Coordinamento Esteri della Confsal-Unsa, Sindacato cui appartiene la quasi totalità dei lavoratori MAECI a contratto, vede il problema maggiore degli aumenti stipendiali in una legge sbagliata, in vigore ininterrottamente da 18 anni, e ne chiede la modifica.

Il Segretario Nazionale Confsal-Unsa Esteri, Iris Lauriola: “E’, infatti, improrogabile la modifica dell’art. 157 del DPR 18, il quale prevede attualmente che la rivalutazione delle retribuzioni sia “suscettibile” non al mercato del lavoro locale o all’aumento del costo della vita – ovvero a normali parametri applicati nel mondo del lavoro – bensì alle retribuzioni corrisposte nella stessa sede da rappresentanze diplomatiche di altri Paesi, in primo luogo quelle europee”.

Secondo la Confsal-Unsa Esteri è “inammissibile che gli adeguamenti salariali siano sottoposti a dati riconducibili a livelli stipendiali di Paesi stranieri che, peraltro, non sono linearmente calcolabili ed inclusivi di tutti gli emolumenti ricevuti e, per questo, spesso fuorvianti e privi di oggettività, prestandosi alla totale discrezionalità d’ interpretazione di Consoli e Ambasciatori”.

Iris Lauriola non può fare a meno di riallacciarsi al motto dell’ultima riunione dei Consoli italiani del 30 ottobre a Roma “Innovazione, comunicazione, motivazione”, chiedendosi: “come sia possibile motivare buona parte del personale in servizio all’estero, che, in taluni casi, è in attesa dell’aumento salariale anche da vent’anni!”.

“La parola ora – conclude la nota CONFSAL UNSA – a Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri, con delega agli italiani all’estero, affinché recepisca il grave disagio del personale interessato e lo traduca in interventi mirati del Governo in ambito di Finanziaria 2019”.

Comunicato n 39 Congresso Federazione CONFSAL UNSA

 

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Paola PALA
Paola PALA
5 luglio 1959 - 19 settembre 2018

Con grande dolore annunciamo che la nostra collega Paola PALA, impiegata presso il Consolato Generale di Parigi, nonché ex responsabile di sede CONFSAL UNSA, è deceduta il 19 settembre 2018.

Da un po’ aveva lasciato l’Ufficio per affrontare con il coraggio che l’ha sempre contraddistinta e con tutta la sua voglia di vivere quel terribile male incurabile.

Lascia noi tutti colleghi ed amici profondamente addolorati e il nostro pensiero va alla sua famiglia.

Era una persona dinamica, di grande gentilezza, allegra e disponibile. Ha sempre svolto il suo lavoro con grande impegno ed efficacia sia con i colleghi che con i connazionali. Nella sua veste sindacale si è sempre spesa con tenacia e generosità.

Ci stringiamo nel dolore alla famiglia ed ai colleghi delle Sedi di Parigi ai quali porgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Ciao Paola, riposa in pace.

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