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 - al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:

il Regolamento (CE) N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ha sostituito la previgente normativa in materia privilegiando il principio della lex loci laboris;

l’entrata in vigore delle disposizioni del suddetto regolamento, a decorre dal 1 maggio 2020, rappresenta una reformatio in pejus per la  categoria degli impiegati a contratto a legge locale della rete estera del MAECI di cui all’articolo 152 del dpr 18 del 1967, in ragione del transito obbligatorio dal sistema previdenziale retributivo italiano, per il quale gli impiegati a contratto avevano optato,  a quello del Paese presso il quale detengono la residenza;

lo scenario risulta particolarmente critico per gli impiegati a contratto operativi presso le strutture diplomatico-consolari in Germania, nonché per gli impiegati operativi in Belgio, Svizzera, Olanda e Danimarca, tutti assunti prima del 2010, anno di entrata in vigore del citato Regolamento, e dunque soggiacenti alla previgente disciplina. In questi cinque Paesi, dove in totale operano 98 lavoratori coinvolti, non è stata definita alcuna forma di accordo di tutela;

in data 17 gennaio 2020 si è svolto a Berlino un incontro tra i rappresentanti dell’Ambasciata italiana ed i funzionari del Bundesministerium für Arbeit und Soziales avente ad oggetto l’annosa questione relativa agli effetti sul personale a contratto a legge locale dell’entrata in vigore, a decorrere dal 1 maggio 2020, del Regolamento la cui applicazione produrrà una decurtazione dello stipendio tra il 10 ed il 15%;

gli esiti del suddetto incontro non hanno condotto alla definizione di una deroga  in capo ai 40 impiegati operativi in Germania per quanto riguarda l’inevitabile applicazione dei vincoli del regolamento comunitario, sebbene questa sia contemplata dalla citata normativa ai sensi dell’articolo 16 che dispone la possibilità in capo a due o più Stati membri, di prevedere, nell’interesse di una categoria, delle specifiche deroghe;

la definizione bilaterale delle deroghe ai sensi dell’ art. 16 prevede un meccanismo politico tra gli Stati, nonché uno tecnico di notifica agli enti assicuratori locali, mediante l’INPS, per la copertura previdenziale dei lavoratori;

inoltre si evidenzia che ai sensi dell’articolo 11 comma 3 lettera b) del regolamento un pubblico dipendente è soggetto alla legislazione dello Stato dell’amministrazione da cui egli dipende, pertanto la categoria degli impiegati a contratto a legge locale, in quanto fattispecie di dipendenti statali presso il MAECI, rientrerebbe per analogia anche nella categoria destinataria della cosiddetta deroga diretta;

risulta all’interrogante che i motivi ostativi sul fronte istituzionale tedesco al pieno riconoscimento di una deroga siano di natura meramente economica, trovando l’ipotesi della deroga la totale opposizione dell’Associazione delle casse mutue tedesche favorevoli al transito verso il sistema tedesco degli impiegati finora

soggiacenti al sistema italiano in ragione di un evidente calcolo di opportunità finanziaria;

La consapevolezza di un’analisi strategica di tale natura, che sebbene ipotizzata, assume un valore molto più complesso se apertamente confermata in sede di confronto diplomatico,  mostra tratti di evidente criticità segnatamente in ragione dei riverberi politico-istituzionali che dovrebbe innescare, nella prospettiva, auspicata, di condurre il governo tedesco ad un ragionamento più incentrato sullo spirito di condivisione europeo che su un proprio favoreggiamento economico;

a poche settimane dall’effettiva entrata in vigore delle disposizioni di cui al suddetto regolamento, sarebbe auspicabile operare un intervento in sede bilaterale con Berlino orientato al superamento dell’impasse tratteggiata presso il Ministero del lavoro tedesco e alla risoluzione della questione direttamente sul piano governativo al fine di tutelare i nostri lavoratori:

 

- se il Ministro interrogato intenda operare in sede politica bilaterale nella prospettiva di superare le criticità menzionate e mediare nelle opportune istanze una legittima deroga per il personale in premessa, ai sensi dell’articolo 16 del Regolamento suindicato.

Onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli

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Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02643



Atto n. 4-0 2643

Pubblicato il 17 dicembre 2019, nella seduta n. 176

GARAVINI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -
Premesso che:
ai sensi del regolamento (UE) n. 883/2004, entrato in vigore il 1° maggio 2010, il lavoratore paga i contributi per la sua sicurezza sociale nel Paese di abituale residenza;
i dipendenti delle rappresentanze italiane all'estero, operanti in Germania, lavorano tra due Paesi, con la residenza in uno Stato europeo diverso dal Paese del loro datore di lavoro;
i dipendenti assunti prima dell'entrata in vigore del regolamento, che hanno scelto il sistema previdenziale italiano, vedono i loro contributi detratti direttamente dal loro stipendio lordo;
non vi è un accordo tra l'Italia e la Germania ai sensi dell'articolo 16.1 del citato regolamento europeo, che preveda l'eccezione di categorie di persone dagli articoli 11 a 15, per le persone assunte prima dell'entrata in vigore del regolamento;
in assenza di un accordo, a questa categoria di dipendenti vengono richiesti i contributi per la sicurezza sociale dalla Germania con notevole aggravio economico;
ciò comporta gravi perdite economiche per i dipendenti, nonché per lo Stato italiano, visto il sistema paritetico che prevede la equa ripartizione dei contributi sociali pagati in Germania,
si chiede di sapere:
quali misure abbia intrapreso finora il Ministro in indirizzo a tutela del proprio personale a contratto in Germania e come l'amministrazione abbia considerato di regolare i rapporti di lavoro degli impiegati con contratto a legge italiana attualmente destinatari del CCNL, che prevede unicamente il sistema di sicurezza sociale nazionale italiano e quindi in possesso, nel predetto ambito, dei requisiti normativi e contrattuali omologabili ai dipendenti pubblici;
se sia stata quantificata la maggiorazione delle spese a carico del Ministero che deriveranno dall'applicazione di detta normativa;
che cosa intenda fare il Ministro affinché vengano tutelati gli stipendi dei dipendenti delle rappresentanze italiane in Germania, assunti dal Ministero prima del 1° maggio 2010 e vengano risarcite le eventuali perdite economiche di questa categoria di dipendenti.

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