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Comunicato n. 29/2020

Referendum ma non a costo della salute degli impiegati consolari!


Non si contano i messaggi preoccupati degli iscritti Confsal-Unsa sparsi sui cinque continenti chiamati ora a svolgere le operazioni di voto per il Referendum del 20-21 settembre di quest’anno sul taglio dei parlamentari.


Ecco i compiti delle ambasciate e dei consolati: preparazione degli elenchi degli elettori, predisposizione della stampa e dell’invio delle schede elettorali, raccolta dei plichi non recapitabili, rinvio o consegna del duplicato della scheda elettorale agli elettori non raggiunti, raccolta delle schede elettorali votate e invio delle stesse a Roma per lo scrutinio finale.


Molti compiti, molti rischi. Non sono pochi a chiedersi cosa comporterà il maneggio di carte passate per mille mani (per esempio dal tipografo al postino, dall’elettore all’impiegato consolare)......

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La Confsal Unsa, unitamente a tutte le altre organizzazioni sindacali del MAECI, ha incontrato negli scorsi giorni il Sottosegretario agli Esteri, On.le Ricardo Merlo, sulla tematica del Referendum all’estero e dei servizi consolari.

 

La nostra Sigla ha chiesto al Rappresentante del Governo di apprendere le modalità con cui la politica intenda affrontare il predetto impegno elettorale, in particolar modo nei paesi in cui la diffusione accelerata da Covid-19 è tuttora in corso, la media giornaliera di decessi raggiunge i mille morti e ogni 24 ore si assiste ad un aumento di 40mila nuove infezioni. Non a caso lo stesso Governo ha vietato voli diretti e indiretti da molteplici paesi del Sudamerica e, per delimitare il rischio di contagio sul posto di lavoro, ha implementato ed esteso a tutta la PA forme di attività lavorativa in smart-working, al fine di garantire i servizi ai cittadini.

 

Peraltro, affinchè lo smart-working possa essere pienamente realizzato all’estero ai fini di un miglioramento dei servizi a distanza agli utenti, il nostro Sindacato ha chiesto un ulteriore sforzo da parte della Farnesina. L’acquisto presso le sedi di strumenti informatici più adeguati, come pure la digitalizzazione degli archivi, rappresentano misure che consentirebbero ai lavoratori di operare in maniera mirata ed efficace dal proprio domicilio.

 

Il nostro Sindacato ha inoltre rilevato che il lavoro preparatorio al Referendum verrebbe a svolgersi nel contesto di una effettiva e tuttora accelerata emergenza epidemiologica, da cui è colpita la collettività italiana all’estero, ma anche gli stessi operatori consolari, ai quali dovranno essere garantite uguali misure di prevenzione dal contagio, nonché di tutela nei confronti delle autorità ospitanti in ambito di esecuzione del servizio esterno reso in loco.

 

La preparazione del Referendum implicherebbe una presenza numerica consistente di personale in contemporanea presso le sedi, in deroga alla indispensabile organizzazione del lavoro in turni e squadre differenti, per consentire il necessario distanziamento di sicurezza tra i dipendenti.

 

Il Sottosegretario ha quindi ascoltato quanto esposto dai rappresentanti sindacali presenti all’incontro, dichiarando di voler informare il Ministro degli Esteri sui contenuti, con l’auspicio che la politica e il Parlamento assumano, nel caso, le decisioni più adeguate.

 

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Apprendiamo oggi, 15.7.2020, che il Governo ha comunque deciso di indire – ovviamente anche all’estero - il Referendum mediante il voto per corrispondenza.

 

La CONFSAL UNSA aveva chiesto, in occasione dell’incontro col Sottosegretario agli Esteri Merlo, di voler soprassedere per quest’anno a questo appuntamento elettorale in considerazione dell’elevatissimo rischio di contagio da Covid-19 per gli addetti ai lavori durante tutta la procedura referendaria.

 

In tutte le sedi, particolarmente laddove, ad oggi, non sono stati ancora raggiunti i picchi massimi di contagio, i colleghi saranno inevitabilmente esposti massicciamente al virus, nel più totale spregio della loro salute e di quella delle loro famiglie.

 

Denunciamo altresì che il tutto è aggravato dalla totale assenza di ogni forma di tutela a favore dei lavoratori in ambito di copertura sanitaria e non solo, la cui mancanza è oggetto da anni di denuncia da parte del nostro Sindacato che richiede specifica sottoscrizione di adeguate polizze assicurative laddove l’offerta sanitaria è palesemente insufficiente.

 

Roma, 14.07.2020

 

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