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Clicca sull’immagine per ascoltare l’intervento in diretta del Segretario Generale Confsal-UNSA, Massimo Battaglia, a Radio Rai 1, sul ritardato pagamento del Tfr/Tfs ai soli dipendenti pubblici.

https://youtu.be/LzJp-JPNIC8

 

P.a: Confsal Unsa, attesa anche di 7 anni per liquidazione 

No al prestito. Già ci sono banche che offrono interessi all'1% 

ROMA 

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - "Oggi chi nel pubblico impiego esce con Quota 100 deve aspettare per ottenere la liquidazione sette anni". Così il segretario generale della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, ai microfoni di Rai Radio Uno. Per il sindacalista l'anticipo del Tfs-Tfr fino a 45 mila euro attraverso un prestito bancario agevolato non è però la soluzione: "I lavoratori del pubblico che vanno in pensione hanno diritto alla liquidazione non a un prestito bancario sui cui bisogna comunque pagare interessi. Alcune banche già lo fanno all'1% e scendere è difficile", sottolinea replicando alla ministra della P.a, Fabiana Dadone. Quindi Battaglia ribadisce come il pubblico impiego debba essere equiparato al privato, dove "la liquidazione è immediata". Quindi rivendica: "il diritto non può essere barattato con un prestito bancario". E poi, evidenzia, "c'è una sentenza della Consulta che ha invitato il Governo a risolvere la questione con una legge, non basta un prestito bancario". 

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Dopo aver superato il ricorso di ammissibilità alla Camera, l‘emendamento riguardante l’alimentazione del capitolo di spesa del personale a contratto, è stato accolto definitivamente in sede di Milleproroghe.

Il capitolo in parola si è autoalimentato fino alla data odierna assorbendo i risparmi derivanti dal pensionamento del personale a contratto italiano rispetto alle nuove assunzioni, a costi inferiori, a contratto locale. Quindi, una fonte di finanziamento molto fluttuante e non pianificabile, oltre che del tutto insufficiente, poiché dipendente solo dalla collocazione a riposo di poche decine di impiegati ogni anno.

L‘on. Elisa Siragusa (M5S) ha voluto, con un proprio emendamento al Milleproroghe, arginare una gestione economica inadeguata che riguarda una categoria priva di qualsivoglia garanzia, prevedendo l’introduzione di finanziamenti aggiuntivi fissi. Nonostante la proposta prevedesse finanziamenti più elevati rispetto a quanto successivamente approvato, il decreto Milleproroghe ha recepito un aumento del suddetto capitolo per l’importo di 200.000,00 € nel 2020, e di 400.000,00 € a decorrere dal 2021.

Ciò significa una attesa boccata d’ossigeno nella gestione del personale a contratto, il quale, qualora ne ricorrano le condizioni economico-amministrative, potrà sperare nel riconoscimento del diritto fondamentale all‘adeguamento delle proprie spettanze economiche.

Trattasi di un importante passo avanti che verrà portato a definitivo compimento nel momento in cui anche la riforma del Titolo VI del DPR 18/67, già licenziata dalla Camera, verrà altresì accolta al Senato.

La CONFSAL UNSA ESTERI esprime grande apprezzamento e gratitudine nei confronti dell’On. Siragusa, che ha colto l’importanza della giusta richiesta dei lavoratori a contratto, facendosi parte attiva nell’individuazione di una soluzione in ambito di emendamenti al Milleproroghe.

La nostra Sigla proseguirà la propria battaglia sia in ambito di riforma del titolo VI, il cui iter si è purtroppo rallentato al Senato, nonché in tutte le altre tematiche che richiedono urgentemente un intervento del Parlamento (defiscalizzazione del contributo trasporto masserizie, concorsi riservati per l’immissione nei ruoli, solo per citarne alcuni).

Qui di seguito riportiamo il testo dell’emendamento in questione:

„4-quinquies. Al fine di garantire la tutela dei diritti dei lavoratori di cui all’articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, all’articolo 1, comma 276, lettera e), della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: “a decorrere dall’anno 2019” sono sostituite dalle seguenti: “per l’anno 2019, nonché di euro 1.200.000 per l’anno 2020 e di euro 1.400.000 annui a decorrere dall’anno 2021”.

4-sexies. Agli oneri derivanti dal comma 4-quinquies, pari a 200.000 euro per l’anno 2020 e a 400.000 euro annui a decorrere dall’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 »“.

Roma, 20.2.2020

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