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Rassegna stampa italiana e estera

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#Notiziario economico-finanziario. E’ online il primo numero del 2021, ricco di dati interessanti. L’ #ISTAT ha infatti registrato in dicembre un aumento netto sia dell’indice del clima di #fiducia dei consumatori (salito da 98,4 a 102,4) sia dell’indice composito delle imprese (che passa da 83,3 a 87,7). L’ottimismo è più diffuso nel settore manifatturiero e in quello dei servizi, mentre le costruzioni e soprattutto il commercio al dettaglio denunciano un calo netto (sono in miglioramento, comunque, le aspettative sulle vendite future). Da non perdere: #Bankitalia, Proiezioni macroeconomiche per l'Italia - dicembre 2020 #INPS, Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione - III trimestre 2020 #MEF, Nel 2020 il fabbisogno del settore statale a 158,83 miliardi di euro #PresidenzadelConsiglio, Gli andamenti di lungo periodo dell’economia italiana. A cura del Servizio del Bilancio del Senato. https://lnkd.in/dURMzQA

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA\ aise\ - Su organico e personale all’estero la Farnesina fornisce “dati e proiezioni sul numero del personale di ruolo del tutto distanti dalla realtà dei fatti che invece dimostra una penuria incontestabile di lavoratori che si riflette inesorabile sulla qualità dei servizi della rete estera del MAECI”. È quanto dichiara in una nota, la Segretaria nazionale della CONFSAL UNSA ESTERI, Iris Lauriola, commentando la risposta che il vice ministro degli esteri Marina Sereni ha dato alla interrogazione dall’on. Nissoli (Fi) in merito al rafforzamento delle potenzialità e delle risorse della rete diplomatico-consolare oltre confine.
Sereni, riporta Lauriola, “ha riferito che nella rete estera ci sono 3557 unità di organico di ruolo e che, dopo la conclusione dei concorsi in essere, si registrerà un aumento del 25% del personale che si aggiungerà a quello attualmente operativo con l’ambizione di raggiungere il numero di 4438 unità”, ma “omettendo che quest’ultimo numero corrisponde alla dotazione organica complessiva del MAECI di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 agosto 2019 e dunque non al numero effettivo dei lavoratori operativi, che non potrebbe essere raggiunto nemmeno con i concorsi in fieri che afferiscono ad una programmazione triennale che si avvia a concludersi e nella quale una buona percentuale non è stata nemmeno oggetto di bando”.
“La dotazione organica sancita dalla norma stabilisce il numero di personale da considerarsi funzionale al corretto funzionamento e alle esigenze dell’Amministrazione – sottolinea Lauriola – ed il fatto che attualmente l'insieme del personale rientrante nelle aree funzionali impiegato a Roma e all'estero arrivi con fatica a 2.500 unità, conferma in maniera lampante come si stia lavorando ai limiti delle possibilità dei nostri lavoratori, di ruolo e a impiegati a contratto chiamati a sobbarcarsi il carico di lavoro delle vacanze di organico, soprattutto in un momento tanto complesso a livello internazionale”.
“Alla vigilia della sessione di bilancio – conclude Lauriola – sarebbe prioritaria la trasparenza amministrativa anche nella prospettiva di formule emendative che si collochino nella direzione di supportare le potenzialità amministrative e di migliorare i servizi alle imprese e ai cittadini. Diciamo basta agli equivoci e alla confusione, urgono chiarezza ed interventi concreti”. (aise) 

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA\ aise\ - Per provvedere alla sicurezza del personale nelle ambasciate e nei consolati italiani all’estero, la Farnesina dovrebbe prevedere un unico protocollo, senza demandare ai singoli capi missione. È quanto sostiene Andrea Delmastro Delle Vedove (FdI) in una interrogazione al Ministro degli esteri Di Maio.
“Il Sindacato Unsa Esteri – si legge nella premessa – ha denunciato l'assenza di un protocollo di sicurezza chiaro ed univoco delle sedi fuori dai confini nazionali del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; il sindacato denuncia come, nel pieno di una pandemia planetaria e dinanzi ad una gestione lacunosa e confusionaria dell'emergenza nelle nostre sedi oltre confine, viene ribadita la priorità dell'autonomia finanziaria e gestionale delle singole sedi ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 54 del 2010 e la responsabilità del capo missione riguarda alla sicurezza del personale rispetto all'esigenza di uniformità, “una lavata di mani con l'arroganza di farla in punta di diritto” dichiarano”.
Il deputato ricorda, quindi, che “il decreto del Presidente della Repubblica n. 54 del 2010 non contempla il modus operandi amministrativo da adottare in piena emergenza sanitaria internazionale e le iniziative definite dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale non sono state recepite allo stesso modo dalle singole sedi”.
Tornando alla nota della Confsal Unsa, Delmastro riporta: “Mole di lavoro triplicata, assenza di personale sia per conclamate vacanze sia per contagi da COVID-19, unitamente al moltiplicarsi di sedi chiuse e alla mancanza di specifiche linee guida sull'attuazione del lavoro agile stanno complicando enormemente il lavoro del personale all'estero senza chi vi sia stata un'indicazione chiara dalla sede centrale, che ha affidato al buon cuore e alla responsabilità dei singoli lavoratori le sorti di intere comunità – si legge nella nota – Tutto questo è inaccettabile”; e ancora: “Al di là delle favole che ci sono state narrate dal MAECI circa l'ottimale dematerializzazione e digitalizzazione dei servizi e delle operazioni amministrative e dell'efficienza operativa oltre confine – continua – ci troviamo dinanzi a casi di impiegati costretti ad esporsi a notevoli rischi in ragione dell'assenza di una corretta e programmata organizzazione del lavoro e delle priorità. Alla vigilia di uno dei momenti più bui dell'emergenza sanitaria invochiamo una maggiore responsabilizzazione di Roma nella gestione operativa delle sedi, in deroga alle più volte ribadita autonomia delle sedi, in ragione del carattere straordinario della contingenza sanitaria, sociale ed economica attuale”.
Il deputato, quindi, chiede a Di Maio “se intenda adottare protocolli di sicurezza univoci per tutte le sedi all'estero per non lasciare al capo missione l'onere e la responsabilità della sicurezza del personale”. (aise) 

 
 
 

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Corriere d'ItaliaCorriere d'Italia

Torna uno sportello consolare che, nel frattempo, vanta tanti padri

Durante l’ultima assemblea generale del C.G.I.E., il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha confermato quanto parecchi davano ormai per scontato: si riapre uno sportello consolare a Saarbrücken.

In fondo, non parliamo della riapertura di un grosso consolato come Amburgo, non parliamo di una grande correzione degli errori commessi sulla rete consolare in Germania, dove nel 2010 furono falciati tre consolati e un’agenzia consolare, eppure, la notizia è, sotto vari aspetti, veramente degna di nota.

Innanzitutto, si tratta di un passo indietro e di una correzione, proprio perché si “riapre” una postazione già chiusa e, pertanto, ci troviamo davanti all’ammissione che la chiusura degli sportelli consolari in Germania (Norimberga e Saarbrücken) fu veramente un errore imperdonabile.

Le due chiusure non hanno, infatti, mai avuto alcuna ragione di essere sotto l’aspetto del risparmio e tantomeno sotto l’aspetto logistico. Un errore che, anzi, ha ingolfato irrimediabilmente i due grossi consolati a Francoforte e a Stoccarda.

Connivente, in tutta questa scriteriata manovra, era il Ministero degli Affari Esteri che, pur di completare la lista di chiusure richiesta in nome del risparmio totale nella Pubblica Amministrazione (la Spending Review, per chi l’avesse dimenticata) allungava la lista dei sacrifici con la chiusura d’innocui sportelli consolari, privi di qualsiasi Lobby, ma sufficienti per fare dire al MAE “abbiamo chiuso ben trentadue Sedi in nome del risparmio!”.

Intendiamoci bene, già nel 2009, quando Alfredo Mantica di Alleanza Nazionale annunciava la chiusura di vari Consolati, salvando però i servizi con l’apertura degli “Sportelli Consolari”, non mancavano le proteste. Gli italiani a Saarbrücken scesero in piazza, l’opinione pubblica tedesca fu coinvolta, il quotidiano ”Saarbrücker Zeitung” parlava di “atmosfera gelida” nell’incontro tra il Governatore Peter Müller e l’Ambasciatore Valensise. La calma rientrò solo quando gli Sportelli Consolari si rivelarono di grande efficienza. Comites e CGIE cominciavano a formulare la tesi: mandare via il Console non fa poi tanto male. L’importante è che la gente possa richiedere i servizi senza grosse distanze.

L’Intercomites Germania, già dieci anni fa, rendeva concreto il concetto della “decentralizzazione dei servizi”. Ancora oggi il portavoce Intercomites, Dr Tommaso Conte, continua ad asserire che la definizione dei Consoli in Germania quali “agenti della diplomazia italiana” è sbagliata. Preferisce la definizione più manageriale di “dirigenti di unità amministrative”.

La massima del Dottore di Stoccarda è: nulla in contrario a meno consoli e più servizi. Meno consolati generali e più uffici periferici sparsi sul territorio, vicini alla gente.

Fu, pertanto, il Sottosegretario agli Esteri Lapo Pistelli del PD a rompere la tregua nel 2014 con l’annuncio della chiusura anche degli Sportelli Consolari. Alcuni eletti all’estero, come Aldo Di Biagio, Claudio Micheloni e Franco Narducci, fecero il diavolo in quattro per evitare queste chiusure, ma i rispettivi partiti di appartenenza misero il bavaglio a tutti. Poco contavano i bisogni degli italiani emigrati al confronto del terrore di altri possibili tagli all’interno del Dicastero degli Esteri.

La riapertura di Saarbrücken serve quindi anche a farci meglio comprendere quale sia il reale rapporto tra guida “politica” e guida “reale” del MAECI. I diplomatici che guidano il MAECI, infatti, restano mentre i politici passano.

Ce ne rendiamo conto meglio, leggendo proprio il comunicato stampa del Senatore Merlo quando ufficializza la riapertura di Saarbrücken: “Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, dal Comites di Francoforte a tutte le forze sociali e le associazioni italiane che dalla Germania si sono fatte sentire chiedendo con forza di riattivare la sede consolare; ringrazio il Direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Luigi Vignali, il capo del personale, Varriale, e il Segretario Generale della Farnesina, Amb. Elisabetta Belloni. Fondamentale è stato anche l’appoggio del Governatore del Saarland, Tobias Hans“.

Perché un politico di rango come il Senatore Merlo sente il dovere di ringraziare i Direttori Generali della Farnesina? Non dovrebbero essi seguire le linee guida dei vertici politici del Dicastero? La risposta è semplice. Il grazie è doveroso perché se i diplomatici non vogliono, non si apre nulla, nemmeno una finestrella al posto dello sportello.

Partendo dal comunicato stampa del Senatore Merlo, con il quale ringrazia il “Comites di Francoforte”, intendendo evidentemente quello di Saarbrücken, la lista dei ringraziamenti ci porta alla domanda sulla reale paternità di questa eccezionale riapertura.

Cominciamo proprio con il Comites di Saarbrücken. Le proteste del Comitato finivano nel 2014. Il Presidente del Comites del Saarland, Cavalier Giovanni Di Rosa, brindava all’apertura del “Consolato Onorario” a Saarbrücken. Certo, si trattava del male minore a fronte della scelta “o Console Onorario o niente”. L’offerta di un Console Onorario chiudeva comunque la fase dell’indignazione, il Comites si arrangiava con questa nuova realtà.

Solo dopo circa tre anni di gestione del Consolato onorario definita, per pura educazione, “insufficiente” (il Console Onorario, Avvocato Michael Hahn, rifiutò il congegno per le impronte digitali a distanza per le domande di passaporto) il Comites di Saarbrücken si accorse che “c’era del marcio in Danimarca” e Saarbrücken diventava sempre più come la Copenaghen di Amleto.

Partivano i primi comunicati, seguivano gli appelli per un rafforzamento dei servizi consolari e si concretizzava l’accenno, se pur lentamente, al ritorno di uno sportello consolare. Seguiva poi l’unione delle forze con il Comites di Francoforte al momento in cui era evidente che servizi consolari efficienti a Saarbrücken sarebbero stati di giovamento anche per gli italiani del Palatinato (Kaiserslautern, Trier, ecc.). Ed ecco il primo papà acclamato del neo annunciato Sportello Consolare: il Comites di Saarbrücken, prima indeciso, ma che poi è veramente meritevole di firmare il riconoscimento della paternità di quest’unità operativa e senza l’esame del DNA.

Ricardo Merlo ha ringraziato anche Tobias Hans che è il Governatore della Saar e appartiene al partito della Cancelliera Merkel, CDU. Il Capo del Governo, Regionale mette a disposizione locali gratuiti che ospiteranno il resuscitato Sportello Consolare e, pertanto, anche lui ha il diritto a essere definito almeno “padrino” di questa riapertura.

Ma un semplice grazie al Governatore tedesco sembra non bastare. Attorno alla Democrazia Cristiana, CDU, del Saarland ruota l’uno o l’altro soggetto di origine italiana che non ha potuto fare a meno di legare il proprio nome alla riapertura dello Sportello Consolare, reclamandone su Facebook almeno una “paternità parziale”. Comunque, aver già parlato con qualche politico in passato dell’eventualità di apertura di un “Consolato Generale” a Saarbrücken è veramente pochino per sviluppare istinti paterni verso i neo servizi consolari nel Saarland e forse l’uno o l’altro si dovrà accontentare di passare alla storia tutt al più con il grado di parentela di “Zietto dello Sportello Consolare”.

Chi non reclama paternità, anche se in realtà dovremmo parlare di “maternità“, è la Confsal-Unsa, il maggiore Sindacato della Farnesina. Eppure l’influenza su quest’apertura da parte del Sindacato esiste e si vede, anzi si legge. Dieci anni di denunce, d’interventi pubblici, articoli, appelli e comunicati contro l’assottigliamento dei posti di lavoro, per il personale di ruolo inviato da Roma e per gli assunti sul posto, a causa delle chiusure delle sedi consolari sono ben documentati.

Storica fu l’occupazione della sede dello Sportello Consolare a Saarbrücken nel 2014 capeggiata da Iris Lauriola, Segretario Nazionale della Confsal-Unsa Esteri, con il Senatore Claudio Micheloni del PD al fianco del Comites di Saarbrücken. Si sfiorarono per un pelo l’intervento e lo sgombero da parte della Polizia con i titoli dei giornali “Sindacalista, Senatore e Comites arrestati in Germania”.

Qualcuno, però, aveva già preparato il terreno del dissenso. Il rappresentante della Confsal-Unsa nella Saarland, Pasquale Marino, aveva, infatti, già teso una fitta rete di contatti con i politici locali e con il DGB, i sindacati confederali, ottenendo personalmente prima dal Governatore Peter Müller poi dal Sindaco di Saarbrücken Charlotte Britz e, in seguito, dalla Governatrice Annegreth Kramp-Karrenbauer la disponibilità di locali gratuiti per mantenere in essere lo sportello consolare. L’offerta fu in un secondo momento formalizzata dai politici saarlandesi e indirizzata ai colleghi istituzionali italiani. La Confsal-Unsa mamma dello sportello consolare? Perlomeno “ostetrica”, in un parto così difficile. Questo sì.

Assente in questo lungo elenco è Anna Mastrogiacomo, Coordinatrice uscente del MAIE per l’Europa. È stata lei a procurare a Ricardo Merlo tutto il carteggio su Saarbrücken, quando per i vertici del MAIE la regione Saar era più lontana e sconosciuta della Tanzania. Molto probabilmente è stato grazie ad Anna Mastrogiacomo se il Senatore Ricardo Merlo ha riconosciuto che, con la riapertura di Saarbrücken, il MAIE creava una formidabile occasione di attendibilità, in un’operazione a costo zero, e la base per un futuro incremento dei consensi elettorali nel cuore dell’Europa.

Vale, per chiuderla qui, la verità di sempre: il frutto è di chi lo coglie. Chi ha avuto cioè la facoltà e la capacità di stendere la mano e staccarlo dall’albero al momento giusto.

Pochi si ricordano chi ha piantato l’albero, chi ha coltivato il terreno e quanto sole è stato necessario per maturare.

Il frutto di Saarbrücken è del Dott. Merlo Ricardo, Leader e fondatore del Movimento Associativo Italiano all’Estero, Senatore della Repubblica Italiana, di professione Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale. Tutto il resto è storia. Lunga vita allo Sportello Consolare a Saarbrücken.

fonte: corriereditalia.de

 

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Parla il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo: “Al ministero degli Esteri continuiamo a lavorare senza sosta per rafforzare la rete consolare italiana nel mondo. Quella di Saarbrücken è solo la prima apertura in Germania, ne seguiranno altre anche in altri Paesi dell'Europa"

Il Sottosegretario agli Esteri Sen. Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, con il ministro Presidente del Saarland, Tobias Hans, durante la sua ultima visita in Germania
 

Finalmente si riapre la sede consolare a Saarbrücken
. A oltre due mesi dalla visita del Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, fondatore e presidente del MAIE, al land tedesco, il Governo decide di continuare la linea imposta dal Senatore fin dal suo arrivo al ministero degli Esteri. 

“Questo risultato – raggiunto dopo mesi e mesi di lavoro, coinvolgendo le parti sociali e traducendo in azione politica le esigenze dei connazionali – ci riempie di soddisfazione e di gioia – dichiara il Sottosegretario -, pensando soprattutto alla comunità italiana residente in quella zona della Germania. Presto i nostri connazionali potranno avere la propria sede consolare e dunque accedere a tutti quei servizi di cui hanno bisogno”.

“Dopo la mia recente visita in terra tedesca, durante la quale ho potuto vedere e toccare con mano le problematiche degli italiani ivi residenti, mi sono reso conto che la riapertura non poteva più essere rimandata, perché necessaria. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, dal Comites di Francoforte a tutte le forze sociali e le associazioni italiane che dalla Germania si sono fatte sentire chiedendo con forza di riattivare la sede consolare; ringrazio il Direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, Luigi Vignali, il capo del personale, Varriale, e il Segretario Generale della Farnesina, Amb. Elisabetta Belloni. Fondamentale è stato anche l’appoggio del Governatore del Saarland, Tobias Hans“.

“Al ministero degli Esteri continuiamo a lavorare senza sosta per rafforzare la rete consolare italiana nel mondo. Quella di Saarbrücken è solo la prima apertura in Germania, ne seguiranno altre anche in altri Paesi dell’Europa”.

La pandemia provocata dal Covid19 non deve e non dovrà essere un ostacolo – assicura il Senatore -: anzi, a maggior ragione, durante questo periodo storico particolare, l’Italia deve essere vicina agli italiani nel mondo per prestare loro la giusta assistenza in caso di bisogno. Nel Parlamento e nel governo italiano continuiamo il lavoro per gli italiani all’estero, ovunque essi siano”, conclude il Sottosegretario Merlo.

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