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Rassegna stampa italiana e estera


Onorevole Ministro Luigi Di Maio, non si cambiano le regole durante una partita e non si taglia lo stipendio al netto pattuito!

Comincia così la lettera inviata al Ministro per gli Affari esteri Luigi Di Maio dagli impiegati dei consolati in Germania colpiti letteralmente tra capo e collo dall’applicazione del Regolamento UE 883 del 2004, normativa europea per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Il Regolamento stabilisce, in buona sostanza, che se un lavoratore è stabilmente residente in un Paese dell’Unione, è tenuto a pagare a quel Paese i contributi per la sua sicurezza sociale (pensioni, malattia, disoccupazione, ecc.).

Gli impiegati consolari con contratti precedenti al 2010 pagano però questi oneri all’Italia con una detrazione minore dallo stipendio lordo rispetto alle detrazioni tedesche, proprio in virtù di una clausola della stessa Direttiva Europea che ora i tedeschi vogliono applicare brutalmente e senza eccezioni.

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ROMA, 29 GENNAIO 2020
SCHIRÒ (PD) - L’ESENZIONE DALL’IMU DEVE ESSERE RIPRISTINATA PER I NOSTRI CONNAZIONALI: LA MIA INTERROGAZIONE AL GOVERNO

La legge di Bilancio per il 2020 ha riformulato tutta la normativa relativa alle imposte immobiliari ed ha eliminato la norma che prevedeva l’esenzione dall’IMU e la riduzione di due terzi della Tari per i pensionati italiani residenti all’estero e proprietari di abitazione in Italia.  

A partire quindi dal 2020 i nostri connazionali, anche se pensionati, dovranno pagare IMU (la Tasi è stata abolita) e Tari.

Tale gravosa decisione è stata presa dal Governo italiano al fine di evitare il deferimento alla Corte di Giustizia europea da parte della Commissione europea che aveva inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora.

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Per tutelare i diritti previdenziali dei lavoratori a contratto locale presso le rappresentanze diplomatiche e l’Istituto di cultura italiani in Olanda, ho ritenuto giusto e necessario presentare una interrogazione parlamentare al Ministero degli Esteri.

I contrattisti  lamentano l’assenza nel loro contratto di una copertura complementare pensionistica alla pensione minima di base olandese. Infatti nei contratti di lavoro degli impiegati locali nelle nostre rappresentanze diplomatiche nei Paesi Bassi non è prevista alcuna altra assicurazione previdenziale diversa da quella minima di base AOW ed in particolare non è previsto alcun accantonamento contributivo da parte del datore di lavoro a favore del lavoratore, né è previsto alcun trattamento di fine rapporto.

L’esclusione contrattuale dei lavoratori a contratto a legge locale da forme di assicurazione pensionistica complementare è fonte di grave preoccupazione per tali lavoratori che rischiano nell’età pensionabile, anche a causa del costante aumento del costo della vita nei Paesi Bassi, di dover far fronte a situazioni di grave disagio economico e a difficoltà di accesso ai servizi di assistenza medica e geriatrica.

Per questi motivi vari contrattisti a legge locale negli ultimi anni si sono visti costretti a rassegnare le dimissioni e la stessa Ambasciata ha rappresentato le gravi difficoltà a mantenere il personale e a reperirne del nuovo, nell’attuale situazione di pieno impiego in Olanda, per cui i datori di lavoro locali riescono a garantire stipendi equivalenti ma con maggiori coperture, tra cui quella pensionistica complementare.

Ho chiesto quindi al Ministero degli Esteri innanzitutto di prestare la dovuta attenzione al problema, già da tempo segnalato dalle rappresentanze sindacali locali,  e di intervenire quindi in maniera urgente per garantire uno schema pensionistico complementare ai lavoratori a contratto locale presso le rappresentanze diplomatiche e gli istituti di cultura italiani nei Paesi Bassi in modo tale da assicurare a tali lavoratori il diritto a una pensione dignitosa e quindi a mezzi adeguati alle esigenze di vita, come d’altronde garantito dalla nostra Costituzione.
Angela Schirò
Deputata PD - Rip. Europa -
Camera dei Deputati
Piazza Campo Marzio, 42
00186 ROMA
Tel. 06 6760 3193

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Consolato Saarbrücken, Borghese (MAIE): “Raccolte segnalazioni di Comites e associazioni, impegnati a dare risposte ai connazionali”

“Posso assicurare fin d’ora che valuteremo con estrema attenzione il caso che riguarda Saarbrücken e ci impegneremo per cercare risposte adeguate”

 
L'On. Mario Borghese, deputato MAIE, e Anna Mastrogiacomo, coordinatrice MAIE Europa
 

Dopo avere raccolto segnalazioni da parte, tra gli altri, del Comites locale, di associazioni e patronati, circa la difficile situazione che vive il Consolato d’Italia a Saarbrücken, Anna Mastrogiacomo, coordinatrice MAIE Europa, con la collaborazione di Pietro Parise, coordinatore MAIE Saarland, ha sollecitato l’intervento delle autorità italiane e dei parlamentari eletti all’estero per porre fine a quella che viene descritta come una serie di disservizi ai connazionali a causa del poco personale presente nella sede consolare.

All’appello di Mastrogiacomo ha subito risposto l’On. Mario Borghese, deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero: “Ringrazio Anna Mastrogiacomo per il lavoro di indagine fatto sul territorio – dichiara il deputato in una nota -, posso assicurare fin d’ora che valuteremo con estrema attenzione il caso che riguarda Saarbrücken e ci impegneremo per cercare risposte adeguate alle richieste dei connazionali ivi residenti. Offrire servizi consolari degni di un Paese civile come l’Italia è da sempre tra le battaglie del MAIE, continueremo su questa linea in modo tale da migliorare, anche così, la qualità di vita dei nostri connazionali, ovunque nel mondo”.

“Purtroppo – conclude Borghese – dobbiamo avere pazienza, perchè dopo il disastro causato dai precedenti governi, che hanno distrutto la rete consolare, la situazione è complicata in diverse parti del mondo. Con questo governo, e con gli sforzi messi in atto in particolare dal Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, piano piano la situazione sta migliorando, ma – come ricorda lo stesso Merlo – siamo partiti da sottozero e c’è ancora tanto da fare per ridare dignità a una rete consolare messa in ginocchio a causa delle folli scelte del passato”.

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L’incontro con la comunità italiana al Centro italo-venezuelano: “Dobbiamo già cominciare a pensare a come essere protagonisti in un prossimo futuro della ricostruzione politica, morale, economica e sociale del Venezuela”, ha detto Merlo; queste parole sono state molto applaudite da parte dei connazionali presenti

Il Sen. Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri, è giunto nella scorse ore a Caracas per partecipare al Gruppo di contatto ristretto sulla crisi in Venezuela e ha già avuto un incontro con la comunità italiana e i suoi principali esponenti presso il Centro Italo-venezuelano della città.

All’evento con i connazionali erano presenti, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia in Venezuela Silvio Mignano, i consoli di Maracaibo e Caracas, il presidente del Comites Ugo Di Martino e il Consigliere CGIE Nello Collevecchio.

Tra importanti misure di sicurezza, a causa della difficile situazione che vive il Paese, Merlo è giunto al centro italo-venezuelano dove ad attenderlo vi erano oltre 250 connazionali, tutti desiderosi di ascoltare attraverso le parole del Sottosegretario la posizione del governo italiano e le misure che l’Italia ha intenzione di mettere in atto per salvaguardare la propria comunità nel Paese del Sud America che vive da tempo una crisi senza precedenti.

Nell’occasione è stata annunciata la riapertura del Consolato di Maracaibo, sottolineando che verrà potenziato con un maggior numero di personale per offrire servizi efficienti e tempestivi.

Allo stesso tempo si è anticipato che il governo italiano sta valutando il cambio delle sedi dei consolati di Maracaibo e Caracas che saranno sostituite da strutture più moderne, spaziose, sicure e adeguate ai tempi.

“Dobbiamo già cominciare a pensare a come essere protagonisti in un prossimo futuro della ricostruzione politica, morale, economica e sociale del Venezuela“, ha detto Merlo; queste parole sono state molto applaudite da parte dei connazionali presenti.

Il Sottosegretario ha poi descritto il programma di lavoro che sta portando avanti come esponente del governo per gli italiani nel mondo, e in particolare per quelli del Venezuela, anche con riferimento alla rete consolare e ai servizi necessari.

Oggi Merlo continuerà il lavoro insieme agli altri paesi Europei. L’agenda si mantiene molto riservata.

Fonte: Italiachiamaitalia

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I Comites di Saarbrücken e di Francoforte chiedono il reinserimento di personale consolare a Saarbrücken per le esigenze delle collettività italiane della Saar e del Palatinato

I Comites di Saarbrücken e di Francoforte si sono rivolti al sottosegretario agli Esteri, Senatore Ricardo Merlo, con una lettera di ringraziamento dopo la riunione del 30 marzo a Berlino per aver compreso e condiviso l’esigenza della nostra collettività in Germania di riapertura delle unità consolari soppresse.

A Berlino, infatti, il Sottosegretario Merlo ha asserito di comprendere la necessità di collocare personale consolare fisso, anche con due-tre unità operative nelle sedi già soppresse e comunque distanti dalle sedi centrali, ove si registrano concentrazioni maggiori di nostri connazionali della vecchia e nuova emigrazione.

Durante l’incontro a Berlino, i Comites di Saarbrücken e di Francoforte, nelle persone dei Presidenti Giovanni Di Rosa e Calogero Ferro –supportati dal Coordinatore Intercomites Germania, Dr. Tommaso Conte – hanno a loro volta rappresentato al Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo la realtà del loro territorio con l’impellente necessità di ricollocare a Saarbrücken impiegati consolari per accogliere le richieste di servizi dei 24.000 italiani residenti nella Saar e dei circa diecimila italiani nelle zone vicine del Palatinato.

I due presidenti del Comites, nell’adempimento del mandato a rappresentare all’autorità diplomatica e consolare le esigenze e i bisogni della propria gente, hanno evidenziato che a Saarbrücken tutto è pronto per una presenza consolare con personale fisso. I locali ci sono e gli impiegati anche, chiedendo quindi che alle parole seguano ora i fatti.

I Comites di Francoforte e di Saarbrücken, con il Coordinatore dell’Intercomites Germania Tommaso Conte, affermano che poco importa se si chiameranno “Antenne consolari” o “presenze consolari fisse” (al contrario di quelle “itineranti”) o “postazioni consolari”. L’importante è che i connazionali, come quelli residenti nella Saar e nelle zone vicine del Palatinato, abbiano a disposizione interlocutori consolari quotidianamente pronti ad accogliere ed elaborare le domande di servizi che vanno dal rilascio dei passaporti e carte d’identità alle iscrizioni e variazioni AIRE, dai documenti per lo Stato Civile alle domande di assistenza sociale e rilascio di certificazioni.

I presidenti Di Rosa e Ferro hanno ricordato che già nel 2014 l’ex Governatore della Saar –attuale successore della Cancelliera Merkel alla guida del partito CDU, signora Annegreth Kramp Karrenbauer- aveva messo a disposizione del Governo Italiano locali pubblici gratuiti proprio per il mantenimento del distaccamento consolare già in essere da quattro anni.

La postazione consolare a Saarbrücken è quindi già aperta, va solo insediata!

I locali gratuiti messi a disposizione dal Governo del Saarland furono invece occupati da un Console onorario che li apre al pubblico per sole sette ore mensili.

Lo stesso Console onorario ha rifiutato la presa in consegna del congegno per il prelievo dei dati biometrici a distanza. Il Consolato Generale a Francoforte è costretto a colmare il vuoto con l’invio

mensile di due funzionari per il prelievo dei dati biometrici. Si tratta di missioni costose e faticose. I connazionali, concentrati su un solo giorno al mese per tre ore e mezzo, fanno la fila fino al marciapiede. Con l’auspicato insediamento a Saarbrücken, la sede centrale di Francoforte sul Meno –gravemente congestionata anche per l’accorpamento di una parte dell’ex circoscrizione consolare di Norimberga- sarebbe sgravata da circa 35.000 utenti del Saarland e delle zone vicine del Palatinato come Treviri, Kaiserslautern, Zweibrücken, Landstuhl e Pirmasens.

Che alle parole seguano i fatti!

I due Comites di Saarbrücken e di Francoforte si aspettano l’appoggio della nostra Ambasciata a Berlino e del Consolato di riferimento a Francoforte nel venire incontro alle pressanti, spesso esasperate richieste che i connazionali rivolgono ai loro rappresentanti eletti. L’insediamento di pochi impiegati a Saarbrücken è realizzabile in tempi brevi, senza oneri e spese per lo Stato ma con grande beneficio per lo stesso Consolato Generale a Francoforte sul Meno e per le collettività italiane del Saarland e del Palatinato.

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