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Non sfugge all’orecchio attento quanto pronunciato dal Ministro Di Maio in occasione della sua tanto attesa audizione in Commissione esteri nell’ambito della Sessione di bilancio in merito al carattere indispensabile del rafforzamento della capacità operativa della Farnesina all’estero, e sul ruolo cruciale delle risorse umane.
Peccato che questa ventata di ottimismo sia stata intervallata dal continuo citare il “corpo diplomatico” staccato di tanto in tanto “dagli esperti”, quasi a voler dimenticare le migliaia di impiegati di ruolo e a contratto che rappresentano la colonna portante delle nostre sedi estere e la cui mancanza, in termini di vuoti di organico, sta creando non pochi problemi alle ambizioni di promozione economica ed internazionalizzazione sciorinate a gran voce dal ministro stesso”. Lo dichiara in una nota, Iris Lauriola, Segretario Nazionale dell’UNSA-ESTERI a proposito di quanto emerso nell’audizione del Ministro Di Maio in Commissione esteri nell’ambito della sessione di bilancio. “Certamente accogliamo con favore l’impegno al potenziamento delle risorse umane, a partire dalla autorizzazione di spesa per assunzioni di personale in tutte le categorie, annoverato anche nel parere della Commissione III alla legge di bilancio – spiega – ma la mancata attenzione riposta sulle predette categorie di lavoratori e sulla corretta valutazione dell’incremento del relativo contingente, dimostra come ci sia ancora distanza tra il nostro Ministro e la realtà vissuta dalle nostre sedi all’estero, i problemi reali a cui fanno fronte i nostri lavoratori nella quotidianità fatta di penuria di personale, diritti non contemplati e carenza di strumentazioni”. “In questa prospettiva, l’incremento di sole 80 unità del contingente degli impiegati a contratto risulta irrisorio rispetto alle reali esigenze – evidenzia – e mi permetto di far presente al nostro Ministro che la potenza ancorché di fuoco della “giovane generazione di diplomatici sensibili alla diplomazia economica che “sta arrivando”, da sola non basterà a risollevare le sorti della Farnesina. Se non si attua un’azione integrata, ma a livello di personale e di risorse, appare difficile immaginare che la Farnesina possa attuare un sistema di promozione integrata valido del sistema Paese”. Le fondamenta del futuro del nostro Paese all’estero non si trovano solo nelle risorse a fondo perduto o nello giovani diplomatici, ma tra le scrivanie dei nostri uffici all’estero che sono in parte ancora vuote. Essere consapevoli di questo aiuta a programmare ed essere lungimiranti. Ci aspettiamo molto da questa legge di bilancio e speriamo che la Farnesina non perda l’ennesima occasione per rilanciare l’Italia oltre la banalità dei proclami.” Conclude Lauriola.

Roma, 27.11.2020

CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

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Accordo con la ASL n.1 per l'effettuazione di tamponi presso il Poliambulatorio del Ministero a favore del personale e loro familiari a partire da martedì 24 novembre p.v.

Si trasmette di seguito il testo di un Appunto della  DGAI avente ad oggetto il recente accordo con la ASL n. 1 per l’effettuazione di tamponi presso il Poliambulatorio del Ministero a favore del personale e loro familiari a partire da martedì 24 Novembre p.v..

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LA CONFSAL UNSA CONTRO IL MAECI: SULLA GESTIONE DELL'EMERGENZA NELLA RETE ESTERA SE NE LAVA LE MANI

30/10/2020 - 19:01
LA CONFSA UNSA CONTRO IL MAECI: SULLA GESTIONE DELL
 

ROMA\ aise\ - “Nel pieno di una pandemia planetaria e dinanzi ad una gestione lacunosa e confusionaria dell’emergenza nelle nostre sedi oltre confine, ci viene ribadita la priorità dell’autonomia finanziaria e gestionale delle singole sedi ai sensi del DPR 54 del 2010 e la responsabilità del capo missione verso la sicurezza del personale”. È quanto dichiara la CONFSAL UNSA ESTERI accusando il MAECI di “lavarsene le mani”.
“Sappiamo bene che lo sventolato dpr 54/2010 non contempla il modus operandi amministrativo da adottare in piena emergenza sanitaria internazionale”, afferma la sigla sindacale, “e che le iniziative definite dal MAECI non sono state recepite allo stesso modo dalle singole sedi, malgrado lo scenario sanitario ed epidemiologico del singolo Paese fosse palesemente complesso”.
“Mole di lavoro triplicata, assenza di personale sia per conclamate vacanze sia per contagi da covid-19, unitamente al moltiplicarsi di sedi chiuse e alla mancanza di specifiche linee guida sull’attuazione del lavoro agile stanno complicando enormemente il lavoro del personale all’estero senza chi vi sia stata un’indicazione chiara dalla sede centrale, che ha affidato al buon cuore e alla responsabilità dei singoli lavoratori le sorti di intere comunità. Tutto questo”, per la CONFSAL UNSA, “è inaccettabile”.
Il sindacato parla di “impiegati costretti ad esporsi a notevoli rischi in ragione dell’assenza di una corretta e programmata organizzazione del lavoro e delle priorità”. E “alla vigilia di uno dei momenti più bui dell’emergenza sanitaria” invoca “una maggiore responsabilizzazione di Roma nella gestione operativa delle sedi, in deroga alle più volte ribadita autonomia delle sedi, in ragione del carattere straordinario della contingenza sanitaria, sociale ed economica attuale”. (aise)

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COVID - UNSA ESTERI, PRIORITA’ PIANO PER PROMUOVERE RIENTRO IN ITALIA MEDICI E INFERMIERI ITALIANI ALL’ESTERO ISCRITTI AIRE


Una delle certezze dell’attuale emergenza epidemiologica in Italia è rappresentata dalla penuria di personale medico e sanitario nelle strutture ospedaliere, che sembra stridere in maniera paradossale con l’emorragia verso l’estero di giovani professioni che si è consumata negli ultimi anni, dinanzi alla quale lo Stato ha fatto ben poco.


In un momento complesso come quello in atto appare prioritario che si parta proprio dalle falle del sistema attraverso l’individuazione dei medici e infermieri italiani iscritti all’AIRE e la definizione di un loro piano di rientro, anche limitato alla fase emergenziale, che consenta di gestire il collasso delle strutture sanitarie, far fronte alla crescente domanda di supporto e servizi e nel contempo porre rimedio alla superficialità con cui lo Stato ha gestito le sue migliori risorse umane.


Rivolgiamo pertanto un invito accorato ai Ministri Di Maio e Speranza affinché si proceda con la definizione di un progetto orientato verso l’individuazione dei medici e infermieri italiani all’estero, attraverso il coinvolgimento dei registri AIRE e le nostre rappresentanze all’estero e la definizione di un piano di agevolazioni e compensi che legittimi il rientro di chi è andato via negli anni, in assenza di certezze e prospettive. Il tempo è poco e urgono scelte celeri e pragmatiche per il futuro del Paese.


Roma, 26 ottobre 2020


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