ROMA\ aise\ - Deputato Pd eletto in Europa, Gianni Farina ha presentato una interrogazione al Ministro degli esteri Angelino Alfano su quello che chiama il “caso Marsiglia” nato da una manifestazione di protesta il 17 gennaio scorso. 
Quel giorno, spiega Farina nella premessa, “si è svolta a Marsiglia, davanti al consolato generale d'Italia, una manifestazione pacifica alla quale hanno partecipato oltre 150 persone, organizzata dal Comites di Marsiglia in collaborazione con la Società italiana di beneficenza ed assistenza, l'Unione italiani nel mondo della circoscrizione consolare di Marsiglia, l'Associazione regionale piemontesi ed amici del Piemonte, il collettivo degli ex-studenti dell'Istituto italiano di cultura di Marsiglia, professori di italiano; l'iniziativa – spiega Farina – è stata promossa essenzialmente per due motivi: 1) per contestare la decisione del consolato italiano di non concedere più i locali alla Società italiana di beneficenza; si tratta di una istituzione caritatevole che dalla sua fondazione, nel 1864, ha aiutato migliaia e migliaia di emigrati italiani; 2) per contestare il licenziamento del corpo insegnante da parte dell'Associazione Amerigo Vespucci, a seguito del diniego circa l'aggiudicazione concernente i corsi d'italiano erogati dall'Istituto italiano di cultura”.
“Nel corso della manifestazione – riporta il deputato – hanno preso la parola, tra gli altri, il presidente del Comites di Marsiglia Gerardo Landolo e il rappresentante del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE), Sebastiano Urgu, i quali hanno criticato severamente l'operato del consolato circa la situazione determinatasi, non solo in merito alla decisione di negare utilizzo dei locali consolari da parte della S.I.B.A e del licenziamento dei docenti di italiano, ma anche per quanto riguarda i servizi consolari, in particolar modo, il rilascio di carte di identità e passaporti, e l'inoperosità del servizio di stato di famiglia; nell'intervento del presidente del Comites, Gerardo Landolo, - precisa Farina – si faceva riferimento anche a metodi operativi del console generale dottor Fabrizio Mazza, privi di dialogo e confronto; dette disfunzioni erano state segnalate da parte del Comites locale al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”.
“Il caso di Marsiglia – ricorda Farina – ha portato ad un incontro tra gli ispettori ministeriali giunti appositamente al consolato di Marsiglia e il presidente del Comites Gerardo Landolo per un maggiore chiarimento sullo stato dei fatti, dato che non era stato possibile giungere ad un chiarimento con il console generale stesso; in seguito a particolari frasi pronunciate nel corso della manifestazione da parte del presidente del Comites Gerardo Landolo e del consigliere del CGIE, Sebastiano Urgu, il console generale d'Italia in Marsiglia dottor Fabrizio Mazza ha ritenuto di essere stato “offeso e diffamato” e ha avviato una procedura di mediazione, pesantissima, con la richiesta di risarcimento per l'offesa subita pari ad un importo di 250 mila euro, nei confronti degli stessi Landolo e Urgu, unitamente alla GESIM (Gestione Servizi Informazione Multimediale) e alla signora Maria Ferrante, direttore responsabile della testata giornalistica internet italiannetwork.it per aver riportato a mezzo stampa le frasi incriminate”.
Farina, quindi, chiede ad Alfano “se intenda assumere iniziative per evitare che in futuro il “caso di Marsiglia” possa rappresentare un precedente tale di fatto da intimidire i rappresentanti della comunità italiana che in particolari casi si trovano a difendere i servizi consolari in numerose circoscrizioni consolari di tutto il mondo; se il Ministro intenda assumere iniziative per favorire l'armonia e il rispetto reciproco tra le istituzioni italiane, da una parte, e i rappresentanti delle comunità italiane dall'altra, per il bene e l'immagine del nostro Paese all'estero” e infine “se il Ministro intenda assumere iniziative al fine di ridimensionare la portata del caso, adoperandosi affinché il console dottor Fabrizio Mazza ritiri la procedura di mediazione, considerando che le frasi ritenute offensive, pronunciate da Landolo e Urgu e pubblicate da Italian Network, sono riconducibili a dialettica politica che non ha nociuto all'immagine del consolato generale d'Italia e all'onorabilità personale e professionale del console generale d'Italia in Marsiglia”. (aise) 

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