ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/16648

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 799 del 18/05/2017
Firmatari
Primo firmatario: CIPRINI TIZIANA 
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 18/05/2017
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE delegato in data 18/05/2017
Stato iter: 
IN CORSO
 
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16648

presentato da
CIPRINI Tiziana
testo di
Giovedì 18 maggio 2017, seduta n. 799

  . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che: 
il Ministero degli affari esteri e la cooperazione internazionale ha, all'interno del proprio organico, nei vari Paesi del mondo, svariati dipendenti; 
attualmente sono in servizio 2780 impiegati di ruolo, 2720 impiegati a contratto, di cui 2012 a contratto locale e 638 a contratto italiano, e 40 di altri amministrazioni; 
il trattamento retributivo e previdenziale del personale a contratto «locale» presso rete diplomatica e consolare italiana, nonché presso gli istituti di cultura, sotto molti aspetti e in diverse realtà territoriali, rappresenta un grosso problema per carenza di omogeneità e di adeguatezza salariale; 
il livello retributivo dei suddetti dipendenti, dunque, appare essere non idoneo ed adeguato al costo della vita del posto dove si esercita l'attività lavorativa, ma, quel che è peggio, in alcuni casi, risulta, una differenza salariale di gran lunga maggiore al 100 per cento tra un dipendente con contratto regolato dalla legge italiana rispetto ad uno, con analoghe funzioni e competenze, regolato dalla legge «locale»; 
in particolare, tra gli altri, risulta che il personale a contratto presso l'ambasciata d'Italia e l'Istituto Italiano di Cultura in India lamenti di essere oggetto di una grave discriminazione sotto il profilo economico, perpetrata anche in base alla cittadinanza; 
il Times of India nell'anno 2012, a seguito del ricorso presentato in tribunale da alcuni lavoratori dipendenti a contratto presso l'ambasciata italiana a Nuova Delhi, riportava la notizia che l'ambasciata italiana era stata chiamata a rispondere alla giustizia per discriminazione razziale ed etnica, per ragioni legate alla differenza retributiva tra dipendenti con cittadinanza italiana e indiana; 
sebbene l'articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 sancisca il principio della congruità retributiva dei dipendenti a contratto presso le ambasciate italiane all'estero, rimane di fatto, in parte, disatteso il disposto della norma; 
l'articolo in esame stabilisce testualmente che: «la retribuzione annua base è determinata in modo uniforme per Paese e per mansioni omogenee. Può essere consentita in via eccezionale, nello stesso Paese, una retribuzione diversa per quelle sedi che presentino un divario particolarmente sensibile nel costo della vita»; 
i dislivelli retributivi in India, come in altri Paesi, sono stati definiti, non a torto, da taluni al di sotto della soglia minima di sostentamento, nonostante i due lievi miglioramenti adeguativi del 2013 e del 2016; 
si rende pertanto necessario un intervento strutturale per garantire, a tutti i dipendenti, in ciascuna delle sedi diplomatiche italiane all'estero, un adeguato trattamento retributivo e previdenziale, anche allo scopo di assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori e del buon nome ed onorabilità dell'Italia –: 
se e in che misura il Ministro interrogato intenda adottare le iniziative adeguate ed opportune per garantire il pieno rispetto del principio di equa retribuzione di tutti i lavoratori impiegati, con contratti regolati dalle «leggi locali», presso le sedi diplomatiche italiane all'estero; 
se ritengano opportuno assumere iniziative per definire una norma integrativa e chiarificatrice per rendere più chiaro e sempre applicabile il disposto normativo dettato dall'articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, che, in alcuni casi, risulta essere disatteso. (4-16648)

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