Rassegna stampa

Rassegna stampa italiana e estera

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Per sapere - premesso che:

il Regolamento (CE) N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ha novellato la disciplina previgente a livello europeo prediligendo il principio della lex loci laboris ai sensi del quale, in ragione dell’articolo 11, il cittadino che esercita un’attività subordinata in uno Stato membro è soggetto alla legislazione in materia di sicurezza sociale di tale Stato, abrogando in tal modo il diritto di opzione per il sistema di sicurezza sociale precedentemente previsto;

la nuova disposizione con il suo strascico di oneri e vincoli in capo ai lavoratori decorre dal 1° maggio 2020, e si configura come una evidente riforma peggiorativa segnatamente per la categoria degli impiegati della rete estera del MAECI di cui all’articolo 152 del dpr 18 del 1967, in ragione dell’obbligo di transito dal sistema previdenziale retributivo italiano, originariamente optato in ragione della previgente norma, a quello del Paese di residenza;

l’attuazione del suindicato articolo 11, comporterà inevitabilmente una contrazione delle retribuzioni a causa del gravame dei contributi previdenziali locali che sono maggiori rispetto a quelli versati finora in Italia all’INPS, tale da identificarsi in una riduzione che può arrivare anche a 600 euro mensili, a ciò si aggiunge la conseguente riduzione dell’ammontare pensionistico pari ad una quota media di 700 euro mensili;

il transito verso il sistema di sicurezza sociale locale creerebbe notevoli disagi ai lavoratori a parità di oneri in capo agli stessi, rispetto a quanto previsto dal sistema italiano finora vigente e per il quale il personale aveva originariamente optato;

l’articolo 16 del regolamento in premessa prevede la possibilità in capo a due o più Stati membri, di definire, delle specifiche deroghe, nell’interesse di una determinata categoria ma al momento risulta che tale procedura non sia stata attuata per tutti i Paesi in cui sono operativi impiegati a contratto, pertanto non risulterebbe essere stata delineata una univoca e comune formula di tutela del personale;

nello specifico al momento risulterebbero in corso ancora trattative con i 5 stati membri dove maggiore è il numero di impiegati a contratto, per un totale di circa 100 lavoratori;

la deroga, qualora attuata ai sensi del citato articolo 16, prevede un duplice livello, quello politico che afferisce al versante diplomatico-bilaterale dell’accordo e quello tecnico attraverso la sottoposizione mediante l’INPS, della copertura previdenziale dei lavoratori agli enti assicuratori locali;

la mancanza di tutele in alcuni Paesi legittima una sperequazione di trattamento che viola il principio della parità di condizioni in termini assicurativi-contributivi a tutti i dipendenti: ciò potrebbe essere oggetto di ricorso in sede amministrativa esponendo l’amministrazione ad oneri significativi sul medio e lungo periodo;

si ritiene opportuno evidenziare che ai sensi dell’articolo 11 comma 3 lettera b) del regolamento un pubblico dipendente è soggetto alla legislazione dello Stato dell’amministrazione da cui egli dipende pertanto il lavoratore a contratto, caratterizzato da una specificità contrattuale che lo qualifica comunque come dipendente statale presso il MAECI, rientrerebbe per inevitabile analogia nella categoria destinataria di deroga diretta.

Se non ritenga opportuno, nella prospettiva di tutelare i lavoratori di cui in premessa, riconoscere agli stessi la deroga diretta di cui all’articolo 11 comma 3 lettera b del Regolamento (CE) N. 883/2004, attraverso il relativo rilascio del modello A1, certificato di distacco del lavoratore in paesi Ue, anche al fine di garantirne la prosecuzione del rapporto previdenziale con l’INPS in assenza di penalizzazioni retributive e pensionistiche, anche nella prospettiva di esorcizzare ricorsi in sede amministrativa sul medio e lungo periodo.

Firme:

POLVERINI

FITZGERALD NISSOLI

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA, 14 FEBBRAIO 2020

SCHIRÒ (PD) -  APPROVATO IL MIO EMENDAMENTO AL MILLEPROROGHE PER DARE CONTINUITÀ AL FONDO PER LA PROMOZIONE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA ITALIANA ALL’ESTERO

È stato approvato il mio emendamento al cosiddetto “Milleproroghe”, nel quale, assieme alla collega Francesca La Marca, chiedevo un prolungamento del Fondo per il sostegno alla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondoin scadenza nel 2020. In esso chiedevo anche di incominciare a raccogliere le risorse necessarie per sostenere i tanti interventi linguistici e culturali che in questi anni si sono rafforzati grazie alle somme aggiuntive del Fondo.

Leggi tutto...

Comunicati - Rassegna stampa

 - al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:

il Regolamento (CE) N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ha sostituito la previgente normativa in materia privilegiando il principio della lex loci laboris;

l’entrata in vigore delle disposizioni del suddetto regolamento, a decorre dal 1 maggio 2020, rappresenta una reformatio in pejus per la  categoria degli impiegati a contratto a legge locale della rete estera del MAECI di cui all’articolo 152 del dpr 18 del 1967, in ragione del transito obbligatorio dal sistema previdenziale retributivo italiano, per il quale gli impiegati a contratto avevano optato,  a quello del Paese presso il quale detengono la residenza;

lo scenario risulta particolarmente critico per gli impiegati a contratto operativi presso le strutture diplomatico-consolari in Germania, nonché per gli impiegati operativi in Belgio, Svizzera, Olanda e Danimarca, tutti assunti prima del 2010, anno di entrata in vigore del citato Regolamento, e dunque soggiacenti alla previgente disciplina. In questi cinque Paesi, dove in totale operano 98 lavoratori coinvolti, non è stata definita alcuna forma di accordo di tutela;

in data 17 gennaio 2020 si è svolto a Berlino un incontro tra i rappresentanti dell’Ambasciata italiana ed i funzionari del Bundesministerium für Arbeit und Soziales avente ad oggetto l’annosa questione relativa agli effetti sul personale a contratto a legge locale dell’entrata in vigore, a decorrere dal 1 maggio 2020, del Regolamento la cui applicazione produrrà una decurtazione dello stipendio tra il 10 ed il 15%;

gli esiti del suddetto incontro non hanno condotto alla definizione di una deroga  in capo ai 40 impiegati operativi in Germania per quanto riguarda l’inevitabile applicazione dei vincoli del regolamento comunitario, sebbene questa sia contemplata dalla citata normativa ai sensi dell’articolo 16 che dispone la possibilità in capo a due o più Stati membri, di prevedere, nell’interesse di una categoria, delle specifiche deroghe;

la definizione bilaterale delle deroghe ai sensi dell’ art. 16 prevede un meccanismo politico tra gli Stati, nonché uno tecnico di notifica agli enti assicuratori locali, mediante l’INPS, per la copertura previdenziale dei lavoratori;

inoltre si evidenzia che ai sensi dell’articolo 11 comma 3 lettera b) del regolamento un pubblico dipendente è soggetto alla legislazione dello Stato dell’amministrazione da cui egli dipende, pertanto la categoria degli impiegati a contratto a legge locale, in quanto fattispecie di dipendenti statali presso il MAECI, rientrerebbe per analogia anche nella categoria destinataria della cosiddetta deroga diretta;

risulta all’interrogante che i motivi ostativi sul fronte istituzionale tedesco al pieno riconoscimento di una deroga siano di natura meramente economica, trovando l’ipotesi della deroga la totale opposizione dell’Associazione delle casse mutue tedesche favorevoli al transito verso il sistema tedesco degli impiegati finora

soggiacenti al sistema italiano in ragione di un evidente calcolo di opportunità finanziaria;

La consapevolezza di un’analisi strategica di tale natura, che sebbene ipotizzata, assume un valore molto più complesso se apertamente confermata in sede di confronto diplomatico,  mostra tratti di evidente criticità segnatamente in ragione dei riverberi politico-istituzionali che dovrebbe innescare, nella prospettiva, auspicata, di condurre il governo tedesco ad un ragionamento più incentrato sullo spirito di condivisione europeo che su un proprio favoreggiamento economico;

a poche settimane dall’effettiva entrata in vigore delle disposizioni di cui al suddetto regolamento, sarebbe auspicabile operare un intervento in sede bilaterale con Berlino orientato al superamento dell’impasse tratteggiata presso il Ministero del lavoro tedesco e alla risoluzione della questione direttamente sul piano governativo al fine di tutelare i nostri lavoratori:

 

- se il Ministro interrogato intenda operare in sede politica bilaterale nella prospettiva di superare le criticità menzionate e mediare nelle opportune istanze una legittima deroga per il personale in premessa, ai sensi dell’articolo 16 del Regolamento suindicato.

Onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli

Comunicati - Rassegna stampa


Onorevole Ministro Luigi Di Maio, non si cambiano le regole durante una partita e non si taglia lo stipendio al netto pattuito!

Comincia così la lettera inviata al Ministro per gli Affari esteri Luigi Di Maio dagli impiegati dei consolati in Germania colpiti letteralmente tra capo e collo dall’applicazione del Regolamento UE 883 del 2004, normativa europea per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Il Regolamento stabilisce, in buona sostanza, che se un lavoratore è stabilmente residente in un Paese dell’Unione, è tenuto a pagare a quel Paese i contributi per la sua sicurezza sociale (pensioni, malattia, disoccupazione, ecc.).

Gli impiegati consolari con contratti precedenti al 2010 pagano però questi oneri all’Italia con una detrazione minore dallo stipendio lordo rispetto alle detrazioni tedesche, proprio in virtù di una clausola della stessa Direttiva Europea che ora i tedeschi vogliono applicare brutalmente e senza eccezioni.

Leggi tutto...

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA, 29 GENNAIO 2020
SCHIRÒ (PD) - L’ESENZIONE DALL’IMU DEVE ESSERE RIPRISTINATA PER I NOSTRI CONNAZIONALI: LA MIA INTERROGAZIONE AL GOVERNO

La legge di Bilancio per il 2020 ha riformulato tutta la normativa relativa alle imposte immobiliari ed ha eliminato la norma che prevedeva l’esenzione dall’IMU e la riduzione di due terzi della Tari per i pensionati italiani residenti all’estero e proprietari di abitazione in Italia.  

A partire quindi dal 2020 i nostri connazionali, anche se pensionati, dovranno pagare IMU (la Tasi è stata abolita) e Tari.

Tale gravosa decisione è stata presa dal Governo italiano al fine di evitare il deferimento alla Corte di Giustizia europea da parte della Commissione europea che aveva inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora.

Leggi tutto...

Comunicati - Rassegna stampa

Per tutelare i diritti previdenziali dei lavoratori a contratto locale presso le rappresentanze diplomatiche e l’Istituto di cultura italiani in Olanda, ho ritenuto giusto e necessario presentare una interrogazione parlamentare al Ministero degli Esteri.

I contrattisti  lamentano l’assenza nel loro contratto di una copertura complementare pensionistica alla pensione minima di base olandese. Infatti nei contratti di lavoro degli impiegati locali nelle nostre rappresentanze diplomatiche nei Paesi Bassi non è prevista alcuna altra assicurazione previdenziale diversa da quella minima di base AOW ed in particolare non è previsto alcun accantonamento contributivo da parte del datore di lavoro a favore del lavoratore, né è previsto alcun trattamento di fine rapporto.

L’esclusione contrattuale dei lavoratori a contratto a legge locale da forme di assicurazione pensionistica complementare è fonte di grave preoccupazione per tali lavoratori che rischiano nell’età pensionabile, anche a causa del costante aumento del costo della vita nei Paesi Bassi, di dover far fronte a situazioni di grave disagio economico e a difficoltà di accesso ai servizi di assistenza medica e geriatrica.

Per questi motivi vari contrattisti a legge locale negli ultimi anni si sono visti costretti a rassegnare le dimissioni e la stessa Ambasciata ha rappresentato le gravi difficoltà a mantenere il personale e a reperirne del nuovo, nell’attuale situazione di pieno impiego in Olanda, per cui i datori di lavoro locali riescono a garantire stipendi equivalenti ma con maggiori coperture, tra cui quella pensionistica complementare.

Ho chiesto quindi al Ministero degli Esteri innanzitutto di prestare la dovuta attenzione al problema, già da tempo segnalato dalle rappresentanze sindacali locali,  e di intervenire quindi in maniera urgente per garantire uno schema pensionistico complementare ai lavoratori a contratto locale presso le rappresentanze diplomatiche e gli istituti di cultura italiani nei Paesi Bassi in modo tale da assicurare a tali lavoratori il diritto a una pensione dignitosa e quindi a mezzi adeguati alle esigenze di vita, come d’altronde garantito dalla nostra Costituzione.
Angela Schirò
Deputata PD - Rip. Europa -
Camera dei Deputati
Piazza Campo Marzio, 42
00186 ROMA
Tel. 06 6760 3193

Comunicati - Rassegna stampa

Pagina 1 di 67

Unsa Esteri on Facebook

CONVENZIONI UNSA

Convenzioni Confsal Unsa

Area riservata agli iscritti