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Rassegna stampa italiana e estera

“In contrasto con le norme, urge rinegoziare convenzione a tutela dei lavoratori. L'unica soluzione sta nella rinegoziazione della Convenzione ed il Maeci sembra condividere questa ipotesi”

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Comunicati - Rassegna stampa

“In contrasto con le norme, urge rinegoziare convenzione a tutela dei lavoratori. L'unica soluzione sta nella rinegoziazione della Convenzione ed il Maeci sembra condividere questa ipotesi”

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Porto Alegre, 24 gennaio 2018 –

“Seicento impiegati a contratto legge italiana sono stati esclusi dai benefici previsti dal CCNL 2016-2018. Seicento lavoratori al servizio del Ministero degli Esteri che già da troppo tempo devono subire ancora una volta l’ennesima situazione discriminatoria. Non si intende con ciò negare ancora una volta un loro sacrosanto diritto, considerato altresì che questi dipendenti non sono destinatari  di aumenti retributivi da molti anni, ma anche  di non voler  riconoscere l’impegno di tutti coloro i quali  prestano il loro servizio per il nostro Paese all‘estero .” – Lo ha dichiarato Pasquale Matafora - uno di voi, candidato alla Camera dei Deputati per la circoscrizione America Meridionale, che ha accolto e raccolto la protesta dei colleghi impiegati a contratto del Ministero degli Esteri in merito all’esclusione dal CCNL per il biennio 2016-2018. – “Ci battiamo da anni, come categoria, affinché venga sancita una volta per tutte la parità di trattamento lavorativo di tutti coloro che per varie ragioni non riescono a goderne appieno – ha aggiunto Matafora – ma alle nostre richieste non sembra seguire una soluzione concreta.  Mi sto attivando presso gli interlocutori politici competenti per questa eclatante esclusione,  affinché venga immediatamnete sanata la palese violazione dei nostri diritti.“

“Il mio impegno politico – ha poi concluso Matafora– farà tesoro dell’esperienza accumulata in questi anni e offrirà a tutti i rappresentanti degli italiani all’estero maggiori possibilità di ascolto da parte di chi assume le decisioni. Il mio lavoro a difesa del personale, di tutto  il personale Maeci,  sarà concreto e soprattutto farà della credibilità del progetto che proporremo il suo punto di forza”.

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Qui di seguito la lettera dell'On.le Aldo Di Biagio ai "contrattisti" della rete diplomatico-consolare e IIC

 

 

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ROMA\ aise\ - “Approfondita riflessione” per un “lungimirante ripensamento”: è quanto auspicano i deputati Pd eletti all’estero che, in una interrogazione a prima firma Porta, chiedono al Ministro degli esteri Alfano di sospendere il trasferimento a Buenos Aires del consigliere Fabrizio Mazza con l’obiettivo di “far decantare le tensioni, a tutela dello stesso funzionario interessato e con l'intento di spegnere sul nascere preoccupazioni e allarme che potrebbero insorgere in una realtà di primaria importanza come quella di Buenos Aires”, visto quanto accaduto a Marsiglia.
“Dai competenti organi ministeriali – si legge nella premessa – è stata disposta l'assegnazione all'ambasciata di Buenos Aires del consigliere Fabrizio Mazza, già console generale a Marsiglia, in sostituzione del consigliere Stefano Canzio, attuale responsabile del personale; il consigliere Mazza, oltre a rilevare le competenze relative al personale, già detenute dal consigliere Canzio, dovrebbe avere anche il compito, in qualità di possibile “numero due” dell'ambasciata, di intrattenere rapporti con la comunità italiana e con le sue rappresentanze sociali e istituzionali in una circoscrizione tra le più importanti e grandi del mondo per numero di iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero”.
“La precedente esperienza realizzata dal consigliere Mazza in qualità di console generale di Marsiglia, - ricordano i deputati Pd – sotto il profilo delle relazioni sia con il personale che con le rappresentanze della locale comunità, è stata caratterizzata da una forte conflittualità, tanto da indurre il Comites, molte associazioni e i sindacati del personale a reiterati atteggiamenti di protesta, che sono sfociati anche in pubbliche manifestazioni svoltesi per le strade cittadine; le tensioni determinatesi a seguito di queste vicende – si legge ancora nella premessa – hanno avuto anche seguiti giudiziari in conseguenza di denunce fatte dallo stesso console a carico di esponenti del Comites, del Consiglio generale degli italiani all'estero e di organi di informazione, denunce la cui opportunità, soprattutto perché relative a fatti accaduti in un contesto straniero, si lascia alla valutazione del Ministro interrogato. Le organizzazioni sindacali del personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Cgil F.P. Cisl F.P. Uil P.A. Confsal Unsa Esteri), unanimemente, hanno espresso sorpresa e perplessità in ordine ad un'assegnazione che suona come un'inaspettata “promozione” dopo un'esperienza consolare che ha destato diffuso e giustificato disagio e, in più, hanno manifestato l'invito a riflettere meglio sulla decisione arrivando a chiedere la revoca della nomina”.
I deputati quindi chiedono ad Alfano “se non ritenga opportuno assumere iniziative per una più approfondita riflessione in ordine a tale decisione ed eventualmente per un lungimirante ripensamento, motivato dall'esigenza di far decantare le tensioni, a tutela dello stesso funzionario interessato e con l'intento di spegnere sul nascere preoccupazioni e allarme che potrebbero insorgere in una realtà di primaria importanza come quella di Buenos Aires”. (aise) 

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