Rassegna stampa

Rassegna stampa italiana e estera

Senatore Aldo Di Biagio
Comitato per le questioni degli italiani all'estero

30 luglio 2013

 

Voglio ringraziare il Presidente Micheloni per aver consentito questo momento di confronto su un tema complesso che merita adeguato approfondimento in questa che è la sede istituzionale più adeguata.

Come è stato già evidenziato, venerdì scorso nella riunione del Direzione Generale per le Risorse e l'Innovazione del Mae con le parti sociali è stato evidenziato il piano di riorganizzazione della rete diplomatico-consolare della Farnesina con il conseguente  elenco di sedi  oggetto di chiusura.

Queste chiusure sono state annunciate come attuative della cosiddetta spending review, ma in realtà sappiamo bene che questa è una semplice sintesi del problema.

Pur volendo comprendere le esigenze di riorganizzazione della rete estera del Mae, soprattutto alla luce di una ridistribuzione degli interessi e delle esigenze del sistema Paese in una nuova geografia diplomatica, è opportuno ribadire che esistono modi e tempi adeguati per ogni cosa.

La tempistica adottata per le soppressioni , che è stata articolata in 3 fasi, sembra non rispondere alle esigenze di confronto istituzionale.

Che avrebbero perlomeno consentito di ragionare su alcune ipotesi di intervento al fine di garantire esclusivamente l'interesse dei nostri connazionali.

E pur vero che il piano di chiusura risale alla fine del 2011, ma questo rapido passo in avanti si fa fatica a comprendere. Considerando che  la commissione presso il Mae nel 2012, avrebbe dovuto definire un piano di Spending Review, che prevedeva criteri oggettivi per poter individuare le sedi da ricomprendere in un piano di razionalizzazione. Ma questo piano non è stato adottato.

Quindi  è come se si fosse andati direttamente all'obiettivo senza passare per la pianificazione.

Merita particolare attenzione quanto evidenziato dal Mae in merito ai mantenimento dei posti di lavoro, in particolare per le categorie delicate come quella degli impiegati a contratto.

In occasione della riunione di venerdì il Ministro Belloni ha evidenziato che “cercherà di riallocare” tutto il personale a contratto, per cui appare verosimile che a seguito di chiusura di una delle tredici sedi, qualche impiegato potrebbe essere messo alla porta.

Sarà mia cura depositare un atto di sindacato ispettivo che centri proprio questi aspetti, al fine di richiamare in maniera fattiva l'attenzione del Governo.

Sono certo che il comitato - che con virtuoso tempismo ha inteso occuparsi di questa materia - intenda affrontare la questione con risolutezza al fine di rinnovare il confronto con il Mae su una questione strategica e rilevante per il futuro e le potenzialità del Paese.

Comunicati - Rassegna stampa

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta
presentato da FEDI Marco

testo di

Venerdì 12 luglio 2013

FEDI. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che: 

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Comunicati - Rassegna stampa

Gentile Senatore Micheloni,

con  piacere abbiamo appreso della Sua nomina a Presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero. 

Riteniamo opportuno e doveroso farLa partecipe, in questo Suo nuovo ruolo politico, di alcune nostre riflessioni su argomenti che tangono da vicino il futuro umano e professionale degli iscritti al Sindacato Confsal Unsa Coordinamento Esteri. 

La Confsal Unsa conta, presso la Farnesina,  il maggior numero d’iscritti tra le sigle sindacali attive presso il MAE. 

La maggioranza dei nostri aderenti lavora all’estero presso le nostre Rappresentanze diplomatico-consolari e, in parte, vi risiede pure stabilmente, presentando una biografia simile a quella di tutti gli altri italiani che hanno lasciato il Paese per motivi di lavoro.

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Comunicati - Rassegna stampa

Dal Corriere della Sera.

2012, i giovani in fuga dall'Italia.

Emigrazione cresciuta del 30%

I dati diffusi dall'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Sono più uomini che donne. In testa i lombardi, davanti a veneti e siciliani. La destinazione preferita è la Germania, seguita da Svizzera e Gran Bretagna. La fascia in maggiore aumento è quella fra i 20 e i 40 anni

ROMA - 2012, fuga dall'Italia. La crisi pesa e lo scorso anno l'emigrazione italiana ha fatto registrare un vero boom, con un aumento del 30 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. Ad andare all'estero sono più uomini che donne, più trentenni e lombardi, mentre il paese preferito come punto di arrivo è la Germania. Le ragioni sono principalmente legate alla mancanza di occupazione e, più in generale, di prospettive; sono molti però anche coloro che partono lasciando un'attività perché precaria, sottopagata, priva di sbocchi professionali o insoddisfacente sul piano personale.

A rivelarlo sono i dati più recenti dell'Anagrafe della popolazione Italiana Residente all'Estero (Aire), resi noti dalla trasmissione "Giovani Talenti" di Radio 24 oggi. Lo scorso anno l'emigrazione dalla Penisola è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012. Gli uomini erano il 56% contro il 44% di donne, e si conferma la preponderanza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%, alimentando quella che viene definita "la fuga dei talenti" che nel 2012 ha costituito il 44,8% del flusso totale di espatrio.

A livello generale, la Lombardia si rivela la regione che maggiormente alimenta l'emigrazione: ben 13.156 lombardi hanno trasferito la propria residenza all'estero nel 2012, davanti ai veneti (7456), ai siciliani (7003), ai piemontesi (6134), ai laziali (5952), ai campani (5240), agli emiliano-romagnoli (5030),

ai calabresi (4813), ai pugliesi (3978) e ai toscani (3887).

Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l'Europa come Continente di destinazione, seguita dall'America Meridionale, l'America Settentrionale e Centrale e l'Asia-Africa-Oceania. Per Paesi, la Germania è la prima meta di destinazione (10.520 italiani l'hanno scelta), seguita da Svizzera (8906), Gran Bretagna (7520), Francia (7024), Argentina (6404), USA (5210), Brasile (4506), Spagna (3748), Belgio (2317) e Australia (1683).

Sono 2.320.645 gli italiani complessivamente espatriati dal Paese a partire dal primo luglio 1990, quasi 600mila di questi appartenevano alla fascia 20-40 anni. Gli italiani complessivamente residenti all'estero al 31 dicembre 2012 ammontavano a 4.341.156, in crescita di 132.179 unità rispetto all'anno precedente.

(06 aprile 2013)

Dal sole24ore.com 

La crisi spinge gli italiani all'estero. Nel 2012 è boom di emigrati (+30%). La Germania resta il Paese preferito

La crisi ha fatto "esplodere" l'emigrazione italiana, che nel 2012 ha registrato un boom che non si vedeva da decenni: più 30,1% rispetto all'anno precedente. Ad andare all'estero sono più uomini che donne, più trentenni e lombardi. La Germania il Paese preferito come punto d'arrivo.

A rivelarlo sono i dati più recenti dell'Anagrafe della popolazione italiana residente all'estero (Aire), resi noti dalla trasmissione "Giovani Talenti" di Radio 24 oggi. Lo scorso anno l'emigrazione dalla Penisola è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012. Gli uomini erano il 56% contro il 44% di donne, e si conferma la preponderanza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%, alimentando quella che viene definita "la fuga dei talenti" che nel 2012 ha costituito il 44,8% del flusso totale di espatrio.

A livello generale, la Lombardia si rivela la regione che maggiormente alimenta l'emigrazione: ben 13.156 lombardi hanno trasferito la propria residenza all'estero nel 2012, davanti ai veneti (7456), ai siciliani (7003), ai piemontesi (6134), ai laziali (5952), ai campani (5240), agli emiliano-romagnoli (5030), ai calabresi (4813), ai pugliesi (3978) e ai toscani (3887).

Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l'Europa come continente di destinazione, seguita dall'America Meridionale, l'America Settentrionale e Centrale e l'Asia-Africa-Oceania. Per Paesi, la Germania è la prima meta di destinazione (10.520 italiani l'hanno scelta), seguita da Svizzera (8906), Gran Bretagna (7520), Francia (7024), Argentina (6404), USA (5210), Brasile (4506), Spagna (3748), Belgio (2317) e Australia (1683). 
Sono 2.320.645 gli italiani complessivamente espatriati dal Paese a partire dal primo luglio 1990, quasi 600 mila di questi appartenevano alla fascia 20-40 anni. Gli italiani complessivamente residenti all'estero al 31 dicembre 2012 ammontavano a 4.341.156, in crescita di 132.179 unità rispetto all'anno precedente.


06 april3 2013

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA\ aise\ - "Le dichiarazioni di qualche direttore generale rischiano di creare inutile confusione nel mezzo di una campagna elettorale molto difficile. Al nuovo Governo competerà la guida del Paese e della sua politica estera, oltre che la guida politica della Farnesina".

È quanto si legge in una nota dell’onorevole Marco Fedi, deputato Pd eletto in Australia, di nuovo candidato alla Camera alle prossime elezioni.

"Al nuovo Ministro degli Esteri ed alla collegialità del Governo – continua Fedi – spetteranno scelte importanti tra cui il mantenimento e rafforzamento della nostra rete consolare nel mondo. I direttori generali attendano il risultato elettorale, l'insediamento del nuovo Governo e le prime scelte politiche, prima di fare annunci o dichiarazioni confuse e fuorvianti a proposito di chiusure di consolati nel mondo. Si preoccupino piuttosto di evitare che in Australia il personale a contratto subisca ritenute fiscali in loco senza aver chiarito la forma e la sostanza dei contratti, la forma e la sostanza delle coperture assicurative e previdenziali, senza aver chiarito in quale modo e contesto dovrebbero essere operate delle ritenute fiscali che appaiono, in questo momento, illegittime". (aise)

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