Rassegna stampa

Rassegna stampa italiana e estera

In una interrogazione rivolta ai Ministri degli Esteri, del Lavoro e dell’Economia, i deputati La Marca e Fedi chiedono che si realizzi finalmente il necessario allineamento delle retribuzioni convenzionali al costo della vita reale.
 
Le retribuzioni convenzionali sono fondamentali per il calcolo dei contributi da versare all’INPS per il personale assunto localmente, con contratto nazionale italiano, dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli Istituti italiani di cultura all’estero.

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La nota del mese

I temi al centro
della mia attività parlamentare


Promozione lingua e cultura italiane nel mondo: una storia di impegno e passione dall’Australia 

 
Non deve sorprendere il dato sul numero di alunni frequentanti i corsi di lingua italiana in Australia, sia il dato complessivo, 326.291, che il dato sugli studenti che frequentano le scuole locali, 261.630, cioè la maggioranza! Si tratta di un risultato storico raggiunto in anni di impegno comunitario, guidato dagli enti gestori, dalla nostra rete diplomatico-consolare e dai governi australiani. Lavorando insieme, con impegno e passione, è stata costruita la presenza della lingua italiana in Australia, la seconda più studiata dopo l’inglese. 

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Un incontro molto cordiale e produttivo è stato quello, svoltosi mercoledì 14 febbraio, tra i deputati del PD eletti all’estero e il Presidente dell’Inps Tito Boeri. 
 
I deputati avevano chiesto di incontrare Boeri per avere chiarimenti sulle conseguenze dell’eliminazione della Direzione delle Convenzioni Internazionali e per sollecitare l’Istituto previdenziale a mantenere comunque nella propria organizzazione una struttura per l’estero efficiente, articolata, con adeguate risorse e personale competente, per non disperdere il patrimonio di esperienze e conoscenze acquisito in tanti anni. 

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fonte: ilsole24ore.com

Appuntamento a metà febbraio per la revisione della riforma Madia della Pubblica amministrazione, azzoppata da una sentenza della Corte costituzionale dello scorso novembre. A metà mese, se non ci saranno intoppi, il Consiglio dei ministri si occuperà dei tre decreti correttivi su partecipate, dirigenza sanitaria e licenziamenti per gli assenteisti, necessari per rimettere in carreggiata la riforma dopo la censura della Consulta. Dei tre, il piatto forte è costituito dal provvedimento sul licenziamento disciplinare per gli statali, che dovrebbe introdurre un vero e proprio “decalogo” delle situazioni a rischio, per meglio informare i dipendenti sulla normativa di riferimento.

Promemoria delle situazioni a rischio licenziamento 
Il “decalogo” dovrebbe fare chiarezza sulla questione, mettendo in fila una per una le condizioni che determinano l'espulsione del dipendente: dalla falsa attestazione della presenza in servizio allo scarso rendimento. E la sanzione massima si attiverebbe anche, nei casi più gravi, per il responsabile gerarchico del dipendente assenteista che chiuda un occhio (o tutti e due) davanti agli illeciti. La casistica elencata nel “decalogo” si occuperà anche delle gravi e reiterate violazioni del Codice di comportamento spesso all'attenzione delle cronache. Per esempio, l'accettare regali costosi o l'abuso dell'auto di rappresentanza. Il decreto dovrebbe anche fissare i tempi massimi della procedura disciplinare ordinaria, che dovrebbe essere conclusa nel giro di 3-4 mesi al massimo. L'iter accelerato (massimo un mese) oggi previsto per il licenziamento dei “fubetti del cartellino” dovrebbe poi essere esteso a tutte le forme illecite che portano a licenziamento accertate in flagranza.

Procedura semplificata per l’azione disciplinare 
A parte il capitolo licenziamenti, il decreto correttivo rivede anche tempi e procedure dell'azione disciplinare. Al momento, l'orientamento è quello di precisare la competenza dei contratti a stabilire le regole per le infrazioni di minore gravità, quelle per le quali è previsto il solo richiamo verbale. I tecnici del ministero della Pa stanno lavorando anche ad una semplificazione dell'iter, che dovrebbe permettere una gestione unificata per le sanzioni più gravi, con più amministrazioni che faranno capo a uno stesso ufficio. Inoltre i vizi formali, i cavilli giuridici, non potranno fermare l'azione di censura. Anche in questo caso, grazie all'estensione di una clausola anticipata dal Dlgs anti-furbetti del 2016, la violazione dei termini interni fissati per la procedura non potrà impedire di andare avanti, né potrà annullare la validità della sanzione inflitta, fatto salvo il diritto alla difesa. Inoltre se il giudice accerta una sproporzione con la sanzione disciplinare, il procedimento si ripete. Il decreto correttivo sul pubblico impiego sarà anche l'occasione per introdurre sanzioni contro le assenze “mirate”, nei periodi di superlavori degli uffici pubblici (dichiarazioni fiscali, scadenze tributarie) e in prossimità di finesettimana e ponti o di un grande evento.

Effetti della sentenza costituzionale 251/2016 
Ad aprire nuovamente il cantiere della riforma del pubblico impiego imponendo il ricorso a decreti correttivi è stata la sentenza 251/2016 della Corte costituzionale che ha imposto l'intesa con le Autonomie, invece del più semplice parere, per gli aspetti della riforma Madia su cui le competenze statali si sovrappongono con quelle di Regioni ed enti locali. In particolare, la censura dei giudici costituzionali ha fatto naufragare i provvedimenti attuativi già approvati su società partecipate, licenziamenti veloci degli assenteisti e dirigenti sanitari: decreti rimasti in vigore, ma esposti al forte rischio di bocciatura costituzionale in caso di ricorsi perché “viziati” da un percorso di approvazione che è passato appunto dal parere e non dall'intesa.

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MONTEVIDEO\ aise\ - "Riecheggiano timidamente le parole di un folto gruppo di manifestanti Montevideo che chiedono la riapertura del Consolato in una calda mattinata estiva semidesertica. Una battaglia ormai persa, quella del miglioramento dei servizi consolari, che continua però a generare il principale malcontento per la popolazione italiana in Uruguay", scrive Matteo Forciniti, che era presente alla protesta e ha raccolto la voce dei presenti in un articolo pubblicato su Gente d’Italia, il quotidiano diretto a Montevideo da Mimmo Porpiglia.

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“Negli anni abbiamo raggiunto positivi risultati che dobbiamo consolidare, ma ancora oggi soffriamo ritardi inaccettabili in alcuni settori”

“Una moderna ed efficiente rete diplomatico-consolare deve oggi poter contare su alcuni pilastri fondamentali. Dobbiamo poter contare su personale diplomatico e di ruolo con competenze che consentano l’azione diplomatica e la rappresentanza dei nostri interessi nazionali, la promozione economico-commerciale quanto quella linguistico-culturale e l’erogazione di servizi, fondamentali sia per le comunità italiane stabilmente residenti all’estero che per le nuove mobilità e le imprese”. Così in una nota Marco Fedi, deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia.

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