L PROSSIMO FUTURO DELL'UNSA.

Cari Amici,

dopo il visto del MEF, nelle prossime settimane i nuovi comparti di contrattazione saranno definitivamente operativi: giovedì prossimo sarà la volta del Consiglio dei Ministri e successivamente della Corte dei Conti.

Si presume che prima della pausa estiva i nuovi 4 comparti saranno in vigore e si potrà parlare di contratti della PA senza ulteriori dilazioni o ritardi tanto cari a questo Governo.

L’UNSA sarà protagonista nel nuovo comparto funzioni centrali (ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, enti ex art. 70) non solo con l’impegno di sempre ma anche con qualcosa in più, perché dovrà rappresentare oltre 200mila lavoratori che ogni giorno danno vita a tutte le amministrazioni centrali, e in poche parole, fanno funzionare lo Stato. È un concetto che troppo spesso la classe politica dimentica. Uccidere il lavoro pubblico significa uccidere lo Stato e la nostra comunità nazionale.

Rivolgo a tutti i nostri responsabili sindacali l’invito a farsi promotori di un nuovo dialogo con tutti questi enti che faranno parte a breve del nostro stesso comparto, al fine di rendere l’UNSA protagonista di questa nuova avventura con lo stesso slancio che ha da anni nel comparto ministeri.

Amici, devo ribadirlo, ho il dovere di ribadirlo,

la nostra Federazione è da oltre 60 anni presente nella PA e lo sarà sempre di più nel nuovo comparto, grazie alle nostre idee, e al coraggio delle nostre donne e dei nostri uomini che con il loro impegno hanno reso l’UNSA una grande famiglia e una grande Federazione. Di questo sono orgoglioso ed è un grande vanto per tutti noi, quello di essere parte di un sindacato unico nel suo genere nel panorama del sindacalismo italiano.

Certo, non potremo stare fermi e crogiolarci sugli allori. Ci saranno nuove elezioni RSU e misurazioni di rappresentatività dietro l’angolo, pertanto occorre lavorare sodo come sapete fare.

In questi mesi ho ascoltato tanta gente che vorrebbe entrare nella nostra casa comune. Una cosa è certa, chi vi entrerà lo farà con lo spirito giusto e lo farà sposando la nostra filosofia di sindacato che si distingue da tutti gli altri: partecipazione, passione, amicizia, valorizzazione dell’altro, condivisione delle competenze.

Altrimenti l’UNSA rimarrà così come è, essendo già pienamente rappresentativa anche nel nuovo comparto. Anche così come siamo manterremo sempre immutata la voglia di costruire un sindacato ancora più grande e sempre libero da condizionamenti politici, e sempre autonomo da amministrazioni e giochi di potere, dove libertà, democrazia e voglia di fare sono le giuste parole di cui ognuno di noi sa farsi portavoce.

In ogni caso sono consapevole che, per il bene dell’UNSA, il mio compito è quello di unire il più possibile ma sempre con la pregiudiziale di incontrare forze sindacali che siano autenticamente disponibili a lavorare nel rispetto dell’identità dell’UNSA che è quella poco sopra ricordata.

In caso di nuovi ingressi, comunque, sarà necessario e opportuno organizzare al meglio la nostra Federazione e su questo punto già vi preannuncio la necessità di realizzare una riunione organizzativa dei quadri al fine di preparare al meglio la sfida dei nuovi comparti, cogliendo anche l’occasione per aprire sindacalmente la stagione dei contratti nella PA.

Aggiungo, come soddisfazione non solo personale, ma di questo straordinario gruppo che è l’UNSA, che questa stagione contrattuale si deve a noi, al nostro sindacato, che con il ricorso sull’illegittimità del blocco contrattuale è arrivato alla Corte Costituzionale, la quale -che con la storica sentenza 178/15 di cui parlano ora tutti i sindacati- ha imposto al governo di riaprire i contratti del pubblico impiego che invece –stando alle fonti e ai documenti- dovevano essere bloccati fino almeno al 2020.

Questo è stato uno schiaffo a quei poteri forti, in primis il governo Renzi, che non ammettono voci contrarie e non concepiscono l’esigenza di realizzare il dialogo sociale; abbiamo obbligato questi poteri, come un Davide che vince contro un Golia, a riaprire i contratti, seppur ad oggi solo con uno stanziamento ridicolo, offensivo e pro forma di 5 euro di aumento.

Il nostro impegno sarà quello di stimolare una congrua individuazione di somme nella prossima legge di stabilità per arrivare ad un contratto degno per i dipendenti pubblici.

Sempre in prima linea. E’ ora di avanzare, uniti, insieme.

Un caloroso abbraccio.

Il Segretario Generale

Masismo Battaglia

Coordinamento Usa della CONFSAL UNSA ESTERI

PIATTAFORMA SINDACALE

Dopo ampia e approfondita discussione avvenuta in occasione delle numerose assemblee

del personale MAECI in servizio presso la Rete diplomatico-consolare negli USA, si

riportano, qui di seguito, i punti che costituiscono oggetto di rivendicazione sindacale dei

dipendenti iscritti al Sindacato Confsal Unsa.

La presentazione della presente piattaforma sindacale è elemento indispensabile per la

gestione delle relazioni sindacali alla Farnesina, pertanto con essa si fa contestualmente

richiesta di apertura di un tavolo ad hoc.

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Orari visite fiscali malattia per dipendenti privati e pubblici

Quali sono i nuovi orari delle visite fiscali che i dipendenti pubblici, statali insegnanti militari e privati hanno l'obbligo di rispettare in malattia?

Continua a leggere: Orari visite fiscali malattia per dipendenti privati e pubblici

 

Roma, 16 aprile 2016  – “Si continua a far fatica a comprendere la ratio che sottende l’individuazione di specifiche  percentuali per i riadeguamenti retributivi a favore del personale a contratto operante in talune sedi, che sembrano essere applicate a caso dall’Amministrazione senza rispettare alcuna istanza o parametro proveniente dai lavoratori sul territorio, molti dei quali attendono da 10 anni vanamente". Uno scenario di questo tipo, ciclicamente reiterato, impone con urgenza la revisione del dlgs 103 del 2000 con particolare riguardo all’art. 157, già oggetto di una proposta di riforma da me depositata in questi anni”. “Il malcontento del personale escluso dai riadeguamenti o destinatario di ritocchi farseschi è palese e comprensibile – spiega – perché le legittime aspettative, normativamente tutelate, sembrano essere costantemente disattese dall’Amministrazione in nome di principi discrezionali, legittimando una vistosa sperequazione tra lavoratori che invece meriterebbero uguale attenzione e trattamento”. “Senza entrare nel merito del trattamento riservato ai singoli paesi che forse rispecchia una geografia di interessi e pressioni sottese, quanto è emerso dall’elenco dei riadeguamenti per alcuni punti rappresenta una beffa rispetto a quanto finora richiesto anche in sede parlamentare e più volte oggetto di confronto con il Governo.  L’unica strada per superare l’eccesso di discrezionalità che attualmente condiziona questa delicata materia è mettere mano al dlgs 103 del 2000 individuando dei parametri certi e chiari per l’individuazione della più adeguata retribuzione”.

Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio
Vice Presidente Commissione Industria
Senato della Repubblica

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