Da documenti inediti tutti i soldi che gli italiani pagano per mantenere la capitale più corrotta e inefficiente d’Europa

“Ci sono molte cose che possiamo imparare dal disastro di Roma.

E chiedere che siano fatte, in tutta Italia, per ridurre gli sprechi e i danni alla nostra vita.”

Daniele Frongia, presidente della Commissione per la spending review di Roma Capitale

Un libro unico e rivelatore. Per la prima volta vengono resi pubblici i dati raccolti dalla Commissione che per più di due anni ha lavorato sui conti dissestati e dissennati di Roma Capitale. Un tesoro di documenti inediti “dimenticati” nei cassetti dell’amministrazione Marino.

Finalmente possiamo vedere i numeri del grande saccheggio di Roma a spese di tutta Italia. E scoprire quello che nemmeno potevamo immaginare. Che il Campidoglio perde 400 milioni di euro annui tra i servizi (non dovuti) offerti gratuitamente alla Chiesa e le tasse evase dal Vaticano. Che l’acqua per le fontane della capitale ci costa più di 5 milioni di euro l’anno; che cooperative, circoli sportivi e ospedali privati fanno affari in residenze da sogno a spese nostre; che otto inquilini su dieci del Comune (naturalmente in pieno centro) non pagano l’affitto da anni. E molto altro: c’è un’Italia che se ne frega di bollette, multe, tasse, contratti, e c’è un Comune che non riesce a farsi pagare niente. Tanto c’è l’altra parte del paese che paga per tutti: almeno mezzo miliardo l’anno. Roma è il simbolo di una mala gestione diventata sistema in tanti, troppi comuni. Dall’esperienza del buco capitale, ecco un vademecum per i cittadini che vogliono dare la caccia agli sprechi e dire basta ai bilanci fasulli delle loro città. Una guida chiara alla buona amministrazione e un metodo facile, che può far risparmiare tutti. Daniele Frongia, romano, statistico e informatico presso l’Istat, è stato fino al 2015 consigliere comunale del movimento Cinque Stelle e presidente della Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa di Roma.

Laura Maragnani, giornalista (“Europeo”, “Panorama”), è autrice de "Le ragazze di Benin City" (Melampo 2007) e "I ragazzi del '76" (Utet 2010). Ha collaborato alla stesura di "Ecce homo" (con Franco Grillini, Rizzoli 2008) e "Massoni" (con Gioele Magaldi, Chiarelettere 2014).

Daniele Frongia destinerà il ricavato del libro all’associazione Piccolo Grande Cuore Onlus per contribuire all’acquisto di un ecocardiografo dedicato alla diagnosi prenatale delle patologie cardiache per il servizio di Cardiologia pediatrica del Policlinico Umberto I – Università La Sapienza (Roma).

Titolo E io pago
ISBN9788861908178
Autore Laura Maragnani, Daniele Frongia
Collana PRINCIPIO ATTIVO
Casa Editrice CHIARELETTERE

fatti i comparti ora i contrattiBATTAGLIA: “FATTI I COMPARTI. ORA IL GOVERNO NON HA PIU’ SCUSE, DOMANI RIAPRA I CONTRATTI.”

«Questa notte alle 4.00 è stato firmato l’accordo per la definizione dei nuovi 4 comparti di contrattazione. È una data per certi versi storica, perché da oggi cambia totalmente lo scenario per i contratti, per le relazioni sindacali, per le tante professionalità prima riferite a diversi comparti oggi invece riunite sotto un unico tetto» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

«Da oggi il governo non ha più scuse per evitare di riaprire i contratti del pubblico impiego. Chiediamo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 che riconosce il diritto per i lavoratori pubblici ad avere un contratto con decorrenza luglio 2015»

«Colgo l’occasione per ribadire un concetto» dichiara Battaglia «mi sembra assurdo e vergognoso che in un Paese che si vuole dire normale e democratico si debba verificare un conflitto di questa portata tra un datore di lavoro –lo Stato- e i suoi dipendenti, che sono più di 3 milioni di persone, tanto che c’è stato bisogno di ricorrere alla Corte Costituzionale, su intuizione dell’UNSA, per dichiarare incostituzionale un blocco contrattuale che sarebbe durato almeno fino al 2019»

«Definiti i comparti, chiediamo al Governo l’immediato invio dell’atto di indirizzo all’Aran per l’apertura del nuovo contratto e chiediamo l’individuazione di adeguate risorse per i lavoratori i cui stipendi sono bloccati dal 2010».

nuovi compartinuovi comparti di contrattazione – nuove sfide

Cari Amici, Cari Responsabili sindacali di questa Federazione,

nella prima mattina del 5 aprile, dopo una seduta fiume all’Aran, è stato firmato l’accordo per la definizione dei nuovi comparti di contrattazione, che diventano 4.

Il Comparto dei Ministeri entra nel nuovo Comparto delle Funzioni Centrali, andandone a costituire la struttura portante.

Passiamo da un comparto di 150mila persone ad uno di 250mila, in cui sono compresi lavoratori delle Agenzie Fiscali, degli Enti Pubblici Non Economici (INPS,INAIL, ACI, ordini e collegi professionali ecc.), Enti ex art. 70 (ENAC, Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie).

Cosa significa questa novità? Molte cose.

La prima è che ci aspettano nuove sfide contrattuali. Il futuro contratto dovrà regolamentare insieme figure professionali oggi appartenenti a settori diversi e con stipendi diversi. È una sfida per i lavoratori per rinnovare il lavoro pubblico con la contrattazione.

Poi, c’è la sfida organizzativa. Come già preannunciato nelle riunioni che abbiamo tenuto non ultima quella dei Quadri Sindacali di Riccione, da oggi si apre una stagione che vede l’UNSA, comunque rappresentativa nel nuovo comparto “funzioni centrali”, impegnata in uno scenario più ampio. Siamo sicuramente pronti alla sfida.

Per questo, spetta a tutti i responsabili sindacali fare ciò che ci siamo detti di fare. Lavorare giornalmente e profondamente affinché l’UNSA sia ancora più protagonista nel quadro sindacale di questo nuovo comparto, perché la storia e la specificità dell’UNSA sia proiettata verso un futuro ancor più carico di successi.

Questo accordo ci consente di far confluire nuove forze che vorranno condividere con noi un nuovo percorso per i lavoratori del pubblico impiego.

Proprio ieri la Segreteria Generale si è riunita in via d’urgenza ed ha deliberato e dato mandato al Segretario Generale di valutare con grande attenzione tutte le richieste di adesione e incorporazione previste dall’accordo, al fine di rafforzare e tutelare la storia sindacale dell’UNSA che dura da oltre 60 anni e che l’ha vista sempre coerentemente fedele agli ideali di libertà e autonomia.

Anima e coraggio. Buon Lavoro.

Il Segretario Generale

Massimo Battaglia

blocco contratti - tribunale caltanissettaBATTAGLIA: “BLOCCO CONTRATTI P.A. – GOVERNO CONDANNATO ANCHE DAL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA”

«Il Tribunale di Caltanissetta si aggiunge alla lista dei Tribunali che hanno già condannato il governo in relazione ai procedimenti intentati dall’UNSA e dai suoi iscritti per contrastare giudiziariamente le norme che bloccano i contratti del pubblico impiego, e che hanno portato alla storica sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2015» rende noto Massimo Battaglia, Segretario generale della Federazione Confsal-UNSA.

 «Il Giudice nisseno, nel riconoscere le ragioni dell’azione giudiziaria dei ricorrenti e dall’UNSA e tenendo conto che tali ragioni sono state riconosciute in primis dalla Corte Costituzionale, ha condannato lo Stato al risarcimento delle spese».

«Ci sono ancora più di 70 ricorsi pendenti in tutta Italia e ci aspettiamo altre condanne per chi sta distruggendo il lavoro pubblico. È ora che il governo prenda atto di essere totalmente inadempiente sia sotto il profilo politico che giuridico/giudiziario e che apra immediatamente le trattative per i nuovi contratti, individuando risorse adeguate per il personale e il lavoro pubblico e inviando l’atto di indirizzo all’Aran»

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