Roma, 16 aprile 2016  – “Si continua a far fatica a comprendere la ratio che sottende l’individuazione di specifiche  percentuali per i riadeguamenti retributivi a favore del personale a contratto operante in talune sedi, che sembrano essere applicate a caso dall’Amministrazione senza rispettare alcuna istanza o parametro proveniente dai lavoratori sul territorio, molti dei quali attendono da 10 anni vanamente". Uno scenario di questo tipo, ciclicamente reiterato, impone con urgenza la revisione del dlgs 103 del 2000 con particolare riguardo all’art. 157, già oggetto di una proposta di riforma da me depositata in questi anni”. “Il malcontento del personale escluso dai riadeguamenti o destinatario di ritocchi farseschi è palese e comprensibile – spiega – perché le legittime aspettative, normativamente tutelate, sembrano essere costantemente disattese dall’Amministrazione in nome di principi discrezionali, legittimando una vistosa sperequazione tra lavoratori che invece meriterebbero uguale attenzione e trattamento”. “Senza entrare nel merito del trattamento riservato ai singoli paesi che forse rispecchia una geografia di interessi e pressioni sottese, quanto è emerso dall’elenco dei riadeguamenti per alcuni punti rappresenta una beffa rispetto a quanto finora richiesto anche in sede parlamentare e più volte oggetto di confronto con il Governo.  L’unica strada per superare l’eccesso di discrezionalità che attualmente condiziona questa delicata materia è mettere mano al dlgs 103 del 2000 individuando dei parametri certi e chiari per l’individuazione della più adeguata retribuzione”.

Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio
Vice Presidente Commissione Industria
Senato della Repubblica

Il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, ha concluso l’indagine conoscitiva riguardo all’attività dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale.

Tale indagine venne autorizzata dal Presidente del Senato in data 10 ottobre 2014.

Il documento conclusivo approvato all’unanimità, rappresenta uno spaccato esaurientedei seri e gravi problemi che il rapporto evidenzia.

Occorre dare atto che il lavoro svolto ha visto il contributo di senatori di diverse forze politiche- PD- NCD- M5s con una sostanziale correttezza nella conduzione dell' indagine. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Commissione, On.le Claudio Micheloni.

Un lavoro a volte complicato da spinte e controspinte non semplici da gestire. L’indagine ha attraversato Finanziaria e Legge di stabilità, con riduzioni assai ridotte delle risorse a disposizione dei Patronati.

I soggetti interessati, anziché pensare agli illeciti rilevati producendo proposte, hanno scelto la resistenza, la difesa ad oltranza, in spregio alla evidenza dei fatti.

Interviste a ripetizione, hanno annunciato catastrofi, hanno gettato artatamente milioni di italiani nella disperazione, facendo finta di non sapere che l’Italia è l’unico paese al mondo ad avere la formula "Patronato" con gratuità per tutti. La Spagna, che ha più emigrati dell’Italia, assiste i propri connazionali in 35 paesi attraverso la propria Rete consolare.

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Da documenti inediti tutti i soldi che gli italiani pagano per mantenere la capitale più corrotta e inefficiente d’Europa

“Ci sono molte cose che possiamo imparare dal disastro di Roma.

E chiedere che siano fatte, in tutta Italia, per ridurre gli sprechi e i danni alla nostra vita.”

Daniele Frongia, presidente della Commissione per la spending review di Roma Capitale

Un libro unico e rivelatore. Per la prima volta vengono resi pubblici i dati raccolti dalla Commissione che per più di due anni ha lavorato sui conti dissestati e dissennati di Roma Capitale. Un tesoro di documenti inediti “dimenticati” nei cassetti dell’amministrazione Marino.

Finalmente possiamo vedere i numeri del grande saccheggio di Roma a spese di tutta Italia. E scoprire quello che nemmeno potevamo immaginare. Che il Campidoglio perde 400 milioni di euro annui tra i servizi (non dovuti) offerti gratuitamente alla Chiesa e le tasse evase dal Vaticano. Che l’acqua per le fontane della capitale ci costa più di 5 milioni di euro l’anno; che cooperative, circoli sportivi e ospedali privati fanno affari in residenze da sogno a spese nostre; che otto inquilini su dieci del Comune (naturalmente in pieno centro) non pagano l’affitto da anni. E molto altro: c’è un’Italia che se ne frega di bollette, multe, tasse, contratti, e c’è un Comune che non riesce a farsi pagare niente. Tanto c’è l’altra parte del paese che paga per tutti: almeno mezzo miliardo l’anno. Roma è il simbolo di una mala gestione diventata sistema in tanti, troppi comuni. Dall’esperienza del buco capitale, ecco un vademecum per i cittadini che vogliono dare la caccia agli sprechi e dire basta ai bilanci fasulli delle loro città. Una guida chiara alla buona amministrazione e un metodo facile, che può far risparmiare tutti. Daniele Frongia, romano, statistico e informatico presso l’Istat, è stato fino al 2015 consigliere comunale del movimento Cinque Stelle e presidente della Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa di Roma.

Laura Maragnani, giornalista (“Europeo”, “Panorama”), è autrice de "Le ragazze di Benin City" (Melampo 2007) e "I ragazzi del '76" (Utet 2010). Ha collaborato alla stesura di "Ecce homo" (con Franco Grillini, Rizzoli 2008) e "Massoni" (con Gioele Magaldi, Chiarelettere 2014).

Daniele Frongia destinerà il ricavato del libro all’associazione Piccolo Grande Cuore Onlus per contribuire all’acquisto di un ecocardiografo dedicato alla diagnosi prenatale delle patologie cardiache per il servizio di Cardiologia pediatrica del Policlinico Umberto I – Università La Sapienza (Roma).

Titolo E io pago
ISBN9788861908178
Autore Laura Maragnani, Daniele Frongia
Collana PRINCIPIO ATTIVO
Casa Editrice CHIARELETTERE

fatti i comparti ora i contrattiBATTAGLIA: “FATTI I COMPARTI. ORA IL GOVERNO NON HA PIU’ SCUSE, DOMANI RIAPRA I CONTRATTI.”

«Questa notte alle 4.00 è stato firmato l’accordo per la definizione dei nuovi 4 comparti di contrattazione. È una data per certi versi storica, perché da oggi cambia totalmente lo scenario per i contratti, per le relazioni sindacali, per le tante professionalità prima riferite a diversi comparti oggi invece riunite sotto un unico tetto» afferma Massimo Battaglia, Segretario Generale della Federazione Confsal-UNSA.

«Da oggi il governo non ha più scuse per evitare di riaprire i contratti del pubblico impiego. Chiediamo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/15 che riconosce il diritto per i lavoratori pubblici ad avere un contratto con decorrenza luglio 2015»

«Colgo l’occasione per ribadire un concetto» dichiara Battaglia «mi sembra assurdo e vergognoso che in un Paese che si vuole dire normale e democratico si debba verificare un conflitto di questa portata tra un datore di lavoro –lo Stato- e i suoi dipendenti, che sono più di 3 milioni di persone, tanto che c’è stato bisogno di ricorrere alla Corte Costituzionale, su intuizione dell’UNSA, per dichiarare incostituzionale un blocco contrattuale che sarebbe durato almeno fino al 2019»

«Definiti i comparti, chiediamo al Governo l’immediato invio dell’atto di indirizzo all’Aran per l’apertura del nuovo contratto e chiediamo l’individuazione di adeguate risorse per i lavoratori i cui stipendi sono bloccati dal 2010».

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