FEDERAZIONE CONFSAL-UNSA COORDINAMENTO ESTERI
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Commento della Confsal-Unsa Esteri sulla
Risoluzione in Commissione esteri 7-00629 a prima firma dell’On. La Marca
Commissione Esteri Camera dei Deputati
 
 
ANALISI
 
Si ritiene che l’atto parlamentare in titolo affronti in maniera parziale un argomento complesso e multilivello quale quello della compromessa funzionalità e qualità dei servizi erogati dalla rete estera del MAECI a seguito delle politiche di razionalizzazione attuate negli ultimi anni, in combinato disposto con il blocco del turn over che ha determinato il moltiplicarsi di vacanze di organico e, dunque, di carenze operative nelle nostre sedi, in particolare in quelle dove la richiesta di servizi tende a crescere in maniera esponenziale in ragione dell’incremento dei flussi migratori.
Il tutto amplificato dall’emergenza pandemica che ha esasperato i tratti di criticità, ormai strutturali, testé evidenziati.
 
Si ritiene che non si possa considerare una soluzione dirimente, l’ampliamento ed il rafforzamento della rete consolare onoraria a livello globale, ed il conseguente ampliamento dei ruoli, della funzionalità, l’elevazione del limite massimo di età per l’esercizio delle funzioni onorarie ed il correlato, incrementando delle risorse, come annoverato negli impegni della Risoluzione in titolo: questo perché le ragioni dell’attuale impasse della rete consolare di carriera sono da rinvenire in fattori che esulano dalla sussistenza della rete consolare onoraria e si collocano, al contrario, nelle succitate debolezze amministrative perpetrate negli ultimi due decenni.
Pertanto, l’atto si limita ad inquadrare alcuni aspetti della più vasta criticità amministrativa, suggerendo una sorta di deroga alla disciplina vigente (senza pertanto giustificarne la ratio, ad esempio adducendo motivazioni emergenziali correlate alla pandemia) e sollecitando un’abdicazione dello Stato alle sue funzioni.
Si evidenzia che il problema peculiare della rete estera del MAECI si colloca nella carenza di organico oltre confine e nella difficoltà di far fronte alla crescente domanda di servizi nelle aree di significativa densità migratoria: per far fronte a queste debolezze amministrative sarebbe indispensabile puntare su un intervento sistemico e multilivello sulla rete in termini, ad esempio, di incremento del personale, di individuazione di meccanismi volti a favorire il passaggio nei ruoli organici del personale a contratto all’estero, di autorizzazione delle assunzioni di personale in loco, di previsione di un incremento strutturale delle risorse destinate al riadeguamento salariale dei nostri lavoratori a legge locale i cui stipendi, in alcuni Paesi, rasentano la povertà, di implementazione degli strumenti digitali e di promozione della dematerializzazione.
 
A corredo di quanto testé evidenziato, si sottolinea che l’attualità ha dimostrato in maniera chiara come sia complesso garantire il solo funzionamento di consolati onorari in aree prive di consolati di carriera: a titolo di esempio, la debacle dell’ufficio onorario di Saarbrücken in Germania, Hamilton in Canada e Newark negli USA e l’esigenza di aprire degli sportelli consolari in sedi precedentemente coordinate da uffici onorari, conferma l’insussistenza di una cornice amministrativa e giuridica che legittimi una operatività dei consoli onorari spesso cittadini stranieri, assimilabile a quella dei consolati di carriera. Pertanto appare evidente che questi siano impossibilitati a sostenere mansioni, responsabilità ed adempimenti spettanti alla PA nelle sue molteplici declinazioni giuridiche e amministrative.
 
Come evidenziato in data odierna in sede di audizione informale in Commissione esteri dal Vice Direttore generale per le risorse umane del Maeci, Ministro plenipotenziario Paolo Trichilo, e dal Vice Direttore generale per le questioni migratorie e i visti del Maeci, Ministro plenipotenziario Paolo Crudele, alcuni impegni richiesti nella risoluzione in titolo, per essere effettivi, dovrebbero essere oggetto di apposito intervento in sede legislativa (in primis in materia di rimborso delle spese sostenute e dei vigenti vincoli di età), dunque un intervento sulle disposizioni del DPR 18/67 in materia, che comporterebbe inevitabilmente una revisione della disciplina dell’istituto del console onorario.
 
Al fine di fornire elementi di approfondimento, di seguito si riportano i punti peculiari della Risoluzione corredati da un commento sintetico della nostra sigla.
 
  • L’inadeguatezza della rete amministrativa all’estero
La definizione di inadeguatezza della rete diplomatico-consolare tratteggiata nell’atto in titolo non appare correlata ad un’analisi delle annesse motivazioni: si ricorda il blocco del turn over dal 2009 fino ad arrivare alla politica di razionalizzazione della rete avviata dal 2008. Di contro, l’ipotesi di “compensazione” delle mancanze della rete consolare di carriera da parte della rete onoraria, appare difficilmente sostenibile in ragione della natura diversa dell’istituto del consolato onorario, soprattutto in ragione dei limiti in termini di riservatezza, competenze e trasparenza che la PA dovrebbe garantire e che nei fatti non può e non deve essere garantita da un console onorario.
 
  • Il ruolo del console onorario
L’istituto del console onorario, specificamente disciplinato sotto il profilo internazionale oltre che nazionale, è complementare e non alternativo alla suprema funzionalità della struttura diplomatico-consolare oltre confine. Pertanto, ogni ipotetico accostamento di questo istituto a quello della rete estera del MAECI nella prospettiva di una sovrapposizione o di un’amplificazione della sua funzionalità risulta in deroga alla citata disciplina oltre che alla prassi. Di conseguenza “il concorso” delle situazioni di criticità che attualmente condizionano la rete MAECI non possono legittimare lo Stato ad abdicare alla sua funzione.
 
  • I limiti di età
I limiti anagrafici rappresentano un elemento di garanzia per la correttezza e la qualità delle funzioni conferite dallo Stato italiano, non si ravvedono ragioni tali da prevedere un differimento del limite anagrafico attualmente sussistente.
 
  • La fornitura di dispositivi per la rilevazione delle impronte biometriche ai consoli e vice consoli onorari
L’estensione della fornitura e dunque il riconoscimento sistematico dell’utilizzo dei dispositivi per la rilevazione delle impronte a tutti i consolati onorari che ne facciano richiesta, o sul cui territorio di riferimento sussista una carenza di presenza istituzionale tale da rendere il consolato onorario l’unico interlocutore di prossimità della comunità italiana, rappresenterebbe la legittimazione di un’abdicazione delle funzioni dello Stato a profili, spesso rappresentati da cittadini stranieri, che dovrebbero detenere ben altre funzioni.
 
  • La rendicontazione delle spese
Come evidenziato anche nel corso dell’audizione odierna, all’indomani della richiesta della Corte dei Conti si è reso necessario adottare un sistema di rendicontazione più chiaro e trasparente . Infatti, risulta che il previgente meccanismo di rendicontazione delle spese e degli oneri sostenuti dai funzionari onorari fosse poco chiaro, pertanto – di contro – anche in ragione dell’esiguità delle risorse dell’Amministrazione e di un maggiore e puntuale controllo della stesse, sarebbe opportuno evitare eccessi di semplificazione in materia.
 
  • L’ampliamento dei rimborsi
Un incremento delle risorse da destinare ai consolati onorari comporterebbe nei fatti uno svilimento della ratio che sottende il correlato istituto. Ricordiamo a tal proposito che ai sensi della disciplina vigente “L’incarico di Console onorario è conferito a titolo esclusivamente onorifico e gratuito, ma è previsto il rimborso o il contributo per le spese sostenute” che, se teso a ristorare ulteriori oneri o iniziative oltre quelli già previsti dall’articolo 72 del Dpr 18/67 potrebbe assumere la configurazione di una sorta di retribuzione, soprattutto se dovesse ritornarsi ad una modalità di rendicontazione forfettaria degli oneri sostenuti.
Alla luce di quanto sottolineato, si evidenzia che il riconoscimento del “rimborso” risulta armonico rispetto alla disciplina, anche in ragione dei riadeguamenti attualmente sussistenti nella prassi amministrativa (come evidenziato anche nell’audizione odierna, le integrazioni rispetto alla dotazione originaria, pari a 200mila euro, non sono mai mancate. Infatti, a titolo di esempio, le risorse stanziate nel 2019 sono state 750mila euro).
 
 
CONCLUSIONI
Non è nelle intenzioni di questa sigla sollevare elementi che siano d’ostacolo all’operatività della rete consolare onoraria italiana nel mondo, purché non si autorizzi in sede istituzionale un suo upgrade in termini di responsabilità e sensibilità delle mansioni, non previsto dalla disciplina e potenzialmente lesivo dei principi inderogabili che devono sottendere l’azione amministrativa in Italia e all’estero.
Pertanto si sottolinea l’urgenza di un approfondimento normativo della materia richiamata dalla Risoluzione unitamente ad un’interlocuzione attiva con tutti gli attori coinvolti nelle dinamiche tratteggiate nella medesima, al fine di evidenziare chiaramente le ragioni della “inadeguatezza” della rete estera del MAECI e le possibili soluzioni percorribili sul breve-medio periodo che non comportino inevitabilmente un rimaneggiamento della disciplina e la istituzione di precedenti amministrativi in uno scenario già di forte complessità gestionale.
 
Roma, 4 maggio 2021
 
CONFSAL UNSA ESTERI
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Categoria: Comunicati

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