Rassegna stampa

Rassegna stampa italiana e estera

“Non solo il sistema non é più sicuro, anzi sembrerebbe proprio il contrario: che favorisca ancor di piú l’affare delle “agenzie”. Non possiamo non segnalare e denunciare che il nuovo sistema costituisce un vero e proprio fallimento”

 
 
 

Dure critiche arrivano da parte dei consiglieri CGIE dell’Argentina al nuovo sistema di prenotazione turni per Servizi Consolari. In una nota, firmata dai consiglieri Rodolfo Borghese, Marcelo Carrara, Mariano Gazzola, Juan Carlos Paglialunga, Gerardo Pinto, Marcelo Romanello e Guillermo Rucci, si legge: “Lo scorso 14 giugno è partito il Prenot@ami, nuovo sistema di prenotazione di turni per i Servizi Consolari, annunciato dalla nostra Rete Consolare come “innovativo, sicuro, intuitivo, user-friendly”. Oggi a quasi un mese, sentite le segnalazioni dei nostri connazionali, possiamo dire che di innovativo ha poco (salvo una rinnovata presentazione grafica, il sistema é uguale che il precedente prenota on line), di intuitivo niente, e di user friendly neanche il nome, giacché le lamentele degli usuari che ancor oggi non riescono a creare l’account ci confermano che il tanto annunciato proposito di “semplificare l’approccio dell’utente in fase di registrazione” é solo un sogno che è durato appena il tempo necessario da essere battuto nei comunicati stampa dei nostri uffici consolari”.

“Ma soprattutto, il proliferare degli annunci delle cosiddette “agenzie” o “gestorie” che nei social promozionano il loro servizio di ottenimento di turni a pagamento, dimostra che le rassicurazioni fatte sulla maggior sicurezza del nuovo sistema non sono state veritiere. Non solo il sistema non é più sicuro, anzi sembrerebbe proprio il contrario: che favorisca ancor di piú l’affare delle “agenzie”. Non possiamo non segnalare e denunciare che il nuovo sistema costituisce un vero e proprio fallimento”.

“Siamo piú che consapevoli che in fondo alla questione, il vero problema é la mancanza di personale nelle nostre sedi consolari, con la conseguente imposibilitá di soddisfare la domanda di servizi e la necessitá di organizzare un sistema di turni per gestire meglio il problema. Proprio per questo non possiamo non segnalare la preoccupazione che presenta il secondo rinvio, quest’anno, dell’inizio del Concorso per l’assunzione di 375 unitá di personale alla Farnesina da destinare alla rete consolare all’estero. In tale senso chiediamo sia l’intervento del Sottosegretario Dalla Vedova a garantire l’effettivo inizio del concorso a settembre, sia l’impegno di tutti i parlamentari eletti all’estero per l’inclusione nella finanziaria di quest’anno di nuove assunzioni di personale al Ministero”.

“Nel frattempo, chiediamo l’immediata cancellazione del fallimentare sistema del Prenot@mi almeno per la gestione dei turni di rinnovo di passaporti, che – visto che é una domanda limitata numericamente a chi é iscritto all’AIRE nei Consolati – potrebbe essere realizzata – davvero in forma intelligente, intuitiva, sicura e user friendly – da personale terzo e/o a contratto identificando previamente i richiedenti e l’urgenza, in modo da evitare l’operare delle “agenzie”. Il MAECI – concludono i consiglieri CGIE Argentina – ha in mano una possibilitá importante di migliorare finalmente i servizi attraverso piattaforme informatiche efficienti, e in questo senso ci auguriamo che i professionisti del Ministero finalmente riescano a fare del “Fast It” uno strumento di uso moderno e completo che tutti aspettiamo”.

Comunicati - Rassegna stampa

Servizi consolari. È Caporetto!

 
 
Nella foto: Entrata del Consolato

Sempre i soliti problemi: appuntamenti annullati, telefoni che squillano di continuo senza risposta, poco personale

„Mi è saltato un affare in banca perché non accettano la vecchia carta d’identità e quella nuova me la danno tra sei mesi”. “Ho prenotato un viaggio per l’Italia per fare i lavori nella mia casa e mi danno la carta d’identità nel 2022”. “Provo da una settimana a chiamare il consolato e non risponde nessuno”. “Ho scritto una mail, spiegando che non posso aspettare l’appuntamento stabilito per un grave caso di malattia in famiglia, nessuna risposta”.

Potremmo continuare così per un’altra pagina e mezza. Ci limitiamo pertanto a riassumere l’impressione di quanto viene raccontato alla nostra redazione attorno ai servizi consolari in Germania: è una disfatta assoluta, come quella di Caporetto. Una battaglia perduta, un senso di avvilimento diffuso con la totale sfiducia nei generali, anche se in questo caso si tratta solo di “consoli generali”.

L’argomento non è nuovo

Ne ha parlato ultimamente Radio Colonia in un servizio di Luciana Mella. Ne parlano continuamente i rappresentanti eletti delle collettività in seno ai Comites e nelle riunioni dell’Intercomites. Ne parlano anche i politici, soprattutto quelli eletti all’estero come la Deputata Francesca La Marca (PD) che, appena qualche settimana fa, ha dichiarato “Ho richiesto, come già fatto al Ministro Di Maio, un intervento immediato e straordinario per ripristinare l’efficienza degli uffici consolari, dai quali i connazionali non riescono ad avere risposte in tempi ragionevoli, né per gli appuntamenti né per il disbrigo delle pratiche. Il Sottosegretario Della Vedova, a questo proposito, ha promesso il suo interessamento che si aggiunge a quello di tutti gli altri soggetti che ho finora sollecitato”.

Non mancano le interrogazioni parlamentari

Si unisce, infatti, al coro la deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa che spiega al Ministro degli Affari Esteri come: “la dilatazione temporale degli appuntamenti con gli uffici consolari per il disbrigo delle pratiche (passaporti e carte di identità), rappresenti un freno per i nostri connazionali all’estero che, dopo il lungo periodo di sospensione della mobilità internazionale, decidano di tornare in Italia per le ferie estive”.

Insomma, da parte dell’amministrazione nessuno può affermare che il problema non sia noto. Da parte dell’amministrazione nessuno può nemmeno affermare che si tratti di una disfatta improvvisa, cioè di un cataclisma frutto di un triste e inaspettato destino.

Infatti, che la rete consolare sarebbe letteralmente crollata sotto il peso di una collettività italiana che all’estero sfiora i sei milioni di cittadini iscritti all’AIRE, o residenti di fatto, era stato detto, scritto, annunciato e proclamato proprio dai rappresentanti sindacali di quei lavoratori che tutti i giorni in quei gironi infernali che sono diventati i consolati ci vanno a lavorare.

Insomma, inutile cercare la soluzione nella digitalizzazione del servizio, nel perfezionamento del sistema degli appuntamenti o nell’invenzione di altri marchingegni elettronici, il problema è uno solo ma drammaticamente fondamentale: mancano gli impiegati!

Il novanta per cento dei posti liberi sulla rete consolare resta vacante. Su un buco di dieci lavoratori consolari ne viene assegnato solo uno. Gli effetti sono devastanti per coloro che stanno scoppiando perché sotto organico e per la gente che reclama il proprio diritto al servizio rapido e ordinato.

Nel frattempo alla Farnesina ancora una volta facce nuove

Dopo Della Vedova al posto di Ricardo Merlo ora Ettore Sequi al posto dell’Ambasciatrice Belloni in qualità di Segretario Generale del prestigioso dicastero, il quale ha incontrato per la prima volta i sindacati del MAECI il 23 giugno scorso.

La Confsal-Unsa Esteri, il maggiore sindacato dei lavoratori alla Farnesina: “Malgrado i toni generici del confronto ministeriale”, ha insistito ripetutamente sulle gravi lacune dell’Amministrazione.

Iris Lauriola, Segretario Nazionale di questo sindacato ha ribadito a Sequi che: “La drammatica penuria di personale di ruolo nelle sedi estere, sta determinando una conditio ostativa all’accesso delle imprese ai mercati internazionali e al supporto ai connazionali, e agli imprenditori in particolare, in questa fase pandemica. La gravità maggiore sta nel fatto che, rispetto a dieci anni fa, stiamo registrando una riduzione pari al 50% del personale di ruolo, a fronte di un incremento del numero di cittadini emigrati e di aumento della domanda e della qualità dei servizi correlati all’export e all’internazionalizzazione”.

“In questo scenario complesso” per Lauriola un “ruolo determinante continua ad essere svolto dal contingente degli impiegati a contratto, che malgrado sia, specialmente in questa fase, il dorso funzionale nell’Amministrazione, risulta destinatario di norme frammentate e di diritti limitati”.

Tradotto nel linguaggio semplice, che per noi del Corriere d’Italia è un obbligo professionale: Niente nozze con i fichi secchi! Se non ci sono impiegati a sufficienza, e se quelli che già lavorano nei consolati sono frammentati in gerarchie e categorie degne di Bisanzio, stiamo tutti freschi.

Niente documenti di viaggio e restiamo tutti ostaggi del consolato che ci dà l’appuntamento a gennaio del 2022. Però, nel frattempo, ci arrivano gli inviti a fare i turisti in Italia (senza documenti?), alla scoperta delle nostre radici! Poi i Consolati fanno cultura e celebrano l’anniversario della morte di Alighieri Dante, quel tizio di Firenze che scrisse: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!». Avrebbe mai creduto quel fiorentino che tale “bordello” sarebbe arrivato anche all’estero nelle rappresentanze consolari?

Comunicati - Rassegna stampa

Lettere al direttore: novità su
Assegno unico universale
e residenti all’estero

Il punto della situazione di Angela Schirò

 

Caro Direttore, non appena ci siamo resi conto che l'introduzione dell'Assegno unico universale in Italia avrebbe potuto comportare la soppressione delle prestazioni familiari e delle detrazioni per i figli a carico attualmente erogate ai nostri connazionali residenti all'estero, abbiamo segnalato i rischi e sollecitato i ministeri competenti ad intervenire per non penalizzare le nostre collettività. Tuttavia il pericolo per ora sembra essere stato rimandato a gennaio 2022 quando la nuova normativa – che sarebbe dovuta partire già dal prossimo luglio – entrerà in vigore a pieno regime.

Ma cosa è successo? Il Governo ha realizzato che non c'era tempo entro luglio per disporre e applicare i decreti attuativi della norma sull'Assegno unico contenuta nel Decreto Sostegni bis ed ha deciso quindi di rimandare all'anno prossimo le norme previste dalla legge delega ma nel contempo, nelle more di attuazione della legge delega, si è deciso di introdurre a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 un assegno temporaneo (per i residenti in Italia) destinato alle famiglie con figli minori che non abbiano diritto ai vigenti assegni per il nucleo familiare.

 

Inoltre tra le misure temporanee è stato previsto che a decorrere sempre dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, gli importi mensili dell'assegno per il nucleo familiare già in vigore siano maggiorati dai 37,5 ai 55 euro. Questi aumenti, salvo sorprese, dovrebbero applicarsi anche ai percettori di ANF residenti all'estero. Ma perché a partire dal prossimo anno, e sempre che Governo e Parlamento non intervengano per salvaguardare i diritti acquisiti dei nostri connazionali residenti all'estero, questi ultimi potrebbero essere privati delle detrazioni e delle prestazioni familiari italiane?

Lo ricordiamo: la legge sull'Assegno unico universale – prestazione di sostegno alle famiglie - porterà a regime all'abolizione delle detrazioni per i figli a carico e degli assegni familiari (ma anche dei numerosi bonus per la genitorialità introdotti negli anni).

L'abolizione di detrazioni e assegni familiari a partire dall'anno prossimo se da una parte non danneggerebbe i residenti in Italia perché essi percepiranno in sostituzione ed in compensazione il nuovo Assegno unico, dall'altra parte potrebbe invece arrecare danno ai nostri connazionali residenti all'estero i quali attualmente percepiscono le prestazioni familiari (anche grazie alle convenzioni di sicurezza sociale) e usufruiscono delle detrazioni per i figli, ma che, una volta che queste prestazioni saranno ufficialmente abolite, non potranno usufruire dell'Assegno unico perché la legge stabilisce che esso è inesportabile all'estero.

Tuttavia saranno i decreti attuativi a definire i dettagli applicativi per ottenere l'Assegno secondo i principi dettati dalla legge delega già approvata dal Parlamento italiano; in quest'ultimo contesto sarebbe quindi opportuno che il Governo valuti la possibilità di introdurre delle deroghe alla legge, non certamente per elargire trattamenti di favore per i nostri connazionali all'estero, ma per fare in modo che le prestazioni attualmente erogate non siano soppresse ma bensì semplicemente mantenute.

 

Per questi motivi ho scritto ai ministeri competenti di questo Governo per chiedere che essi dimostrino discernimento, raziocinio e sensibilità  politici tali da adottare negli schemi dei decreti attuativi che saranno trasmessi alle Camere, o in altri provvedimenti legislativi,  disposizioni correttive e/o integrative della legge delega che salvaguardino i diritti dei nostri connazionali emigrati. Permane purtroppo  tanta incertezza, e dovremo quindi vigilare con attenzione che Governo e Parlamento non ignorino – per trascuratezza o indifferenza – i diritti dei nostri connazionali.

Angela Schirò
Deputata PD - Rip. Europa -
Camera dei Deputati 

Comunicati - Rassegna stampa

ROMA\ aise\ - “Oggi, il Sottosegretario Della Vedova, durante il Question Time in Commissione esteri, ha risposto alla mia interrogazione sulla dislocazione presso le sedi estere del MAECI dei 270 neoassunti al fine di sopperire alla carenza di personale all'estero e alla necessità di smaltire e velocizzare pratiche e servizi destinati ai nostri connazionali”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che, nell’interrogazione, chiedeva al Governo “di abbreviare i 18 mesi di presenza dei nuovi assunti presso il Maeci per coloro che già sono in possesso dei necessari requisiti per l’estero, quali conoscenze dei programmi ministeriali, delle normative nazionali e locali nonché delle lingue straniere che permettono loro di essere operativi da subito. In sostanza, ho chiesto di sapere come, dove e quando saranno impiegati i 270 neoassunti in modalità operativa all’estero”.
“La risposta del Sottosegretario – riporta la deputata – è stata soddisfacente in parte laddove afferma che l’Amministrazione ricorrerà alla massima flessibilità, usando lo strumento degli invii brevi per coloro che già hanno avuto esperienza all’estero. Tuttavia non ha affrontato la questione delle sedi di invio del personale limitandosi ad affermare che il personale andrà a colmare le richieste che risultano di maggiore urgenza senza chiarire quali esse siano”.
“Pertanto, - conclude Nissoli – auspico che si definisca presto un piano di invii all’estero del personale idoneo”. (aise) 

Comunicati - Rassegna stampa

Agile ma anche flessibile. Lo smart working pubblico formato Brunetta sarà modulato sulla base della produttività di un'amministrazione.

Leggi di più
 

Comunicati - Rassegna stampa


Nella foto: La sede dello sportello consolare a Saarbrücken. Foto ©CdI

Saarbrücken – Comites/Saar, Intercomites, C.G.I.E e Confsal-Unsa, tutti felici e contenti. Riaperto lo Sportello Consolare

Breve riassunto di un percorso durato sei anni

Era il 2014 quando Iris Lauriola, Segretario nazionale del coordinamento estero del Sindacato Confsal-Unsa, insieme con il Presidente del Comites di Saarbrücken Giovanni Di Rosa e una cinquantina di connazionali, occupava lo sportello Consolare a Saarbrücken per protestare contro la chiusura appena annunciata.

Tra i dimostranti, anche Claudio Micheloni, Senatore del PD eletto nella circoscrizione Europa. Si sfiorò per poco l’intervento della Polizia già parcheggiata sotto all’edificio e pronta a sgomberare i locali senza troppi complimenti, incluso un Senatore della Repubblica Italiana.

La delegazione Lauriola, Micheloni, Di Rosa e Pasquale Marino (Responsabile Confsal per il Saarland), fu subito dopo ricevuta dal sindaco di Saarbrücken Charlotte Britz, la quale aggiunse la sua offerta di ospitare l’Ufficio Consolare in locali gratuiti del municipio a quella già avanzata dalla Governatrice del Saarland, Signora Kramp-Karrenbauer.

All’epoca erano, infatti, tutti convinti che la chiusura dello Sportello consolare a Saarbrücken fosse dettata da motivi di risparmio e che sollevando il Governo italiano dall’onere delle spese di affitto, l’utile ufficio consolare sarebbe potuto restare aperto per i venticinquemila italiani del Saarland.

Questo imponeva la logica comune che però non era la logica del Ministero degli Affari Esteri, esclusivamente preoccupato di allungare la lista delle chiusure per soddisfare le esigenze di risparmio del Governo di allora. Lista lunga, lista buona, anche se senza risparmio alcuno, tra cui fu incluso un ufficio consolare che non provocava alcuna spesa straordinaria per l’Erario.

Il console onorario

Un maldestro tentativo ministeriale di riparare al torto fu realizzato appena un anno dopo con l’impianto a Saarbrücken di un Consolato onorario. Onorario significa non retribuito e coerentemente si comportò il console onorario, un avvocato tedesco, aprendo l’Ufficio appena due volte al mese poiché altro tempo gratuito a favore dei nostri connazionali non ne voleva mettere a disposizione.

In questi sei anni il fegato degli italiani nel Saarland è pressoché scoppiato, soprattutto dopo che il loro console onorario aveva rifiutato il macchinario per il prelievo delle impronte digitali, costringendoli ad attendere una volta al mese la venuta degli impiegati di Francoforte.

I calci alle porte del Consolato Generale a Francoforte (non solo in senso metaforico) contro il Consolato Onorario di Saarbrücken, così avaro di giornate di apertura, non erano più cosa rara.

Le forze attorno alle proteste dei connazionali si consolidavano. Utile alleato, il Coordinamento estero del Sindacato Confsal/Unsa che si batteva per la stessa causa anche se da un’angolatura diversa e cioè la lotta contro la riduzione dei posti di lavoro sulla rete consolare, quale conseguenza della soppressione di oltre trenta uffici, tra cui consolati generali, consolati, agenzie consolari, sportelli consolari e Istituti Italiani di Cultura.

L’Intercomites/ Germania e i consiglieri C.G.I.E. del posto fungevano da megafono, unendosi al concerto con la voce tenorile dei due presidenti Comites di Saarbrücken e di Francoforte.

Il cavallo di battaglia dell’Intercomites Germania, coordinato da Tommaso Conte da Stoccarda, si sintetizzava nello slogan “Meno Consoli e più uffici consolari, per una decentralizzazione definitiva dei servizi”.

La richiesta non è cambiata

In un recente comunicato stampa si legge, infatti: “Il Comites di Saarbrücken, l’Intercomites Germania e il Cgie sono perfettamente coscienti che la creazione di una micro unità consolare a Saarbrücken, forte di appena due impiegati, che al momento erogano tutti quei servizi che implicano la presenza fisica dell’utente, rappresenta un primo passo verso una più vasta e auspicata decentralizzazione dei servizi consolari in presenza e a distanza”.

Comunicati, lettere, incontri e seminari non erano certo mancati nel corso dei sei lunghi anni dalla chiusura. La risposta alla richiesta di riapertura, che poi equivale a “non c’è niente da fare”, è stata in questi anni una sola valida per tutti: È una decisione politica!

Il Senatore Ricardo Merlo

Ed ecco spuntare all’orizzonte del Parlamento Italiano Ricardo Merlo. Grande Ricardo Merlo dalla simpatia travolgente del caballero che ballava il tango nella pubblicità del caffè Paulista, “Carmencita chiudi il gas e vieni via”, ve lo ricordate? Scherzi a parte, Ricardo Merlo ha unito alla simpatia una capacità di concentrazione sui bisogni degli italiani all’estero mai vista dai tempi di Mirko Tremaglia. Il suo obiettivo: riparare gli errori del passato delle chiusure scriteriate dei consolati. Saarbrücken, pertanto, non poteva lasciarlo indifferente. Dal primo colloquio del Senatore Merlo con il Governatore del Saarland, Tobias Hans, alla riapertura dello Sportello Consolare a Saarbrücken sono trascorsi appena otto mesi che, per i ritmi del MAECI, significano la velocità della luce.

Il Senatore Merlo a tutt’oggi non molla e il suo motto è “Avanti Tutta!”, anche se Mario Draghi ha preferito non averlo nella sua squadra di governo (dimenticando peraltro sino ad oggi di conferire a qualcuno la delega per gli italiani all’estero) e pensa alle altre collettività rimaste a bocca asciutta.

Ricardo Merlo: “Dopo la riapertura della sede consolare a Saarbrücken, è necessario, oltre che urgente, riaprire prima possibile lo sportello consolare a Norimberga”.

Questa la storia della riapertura, veniamo ai giorni nostri

Nell’ultima puntata del programma radiofonico sulla rete nazionale tedesca SR, realizzato in collaborazione con il Consolato a Francoforte, “Mezz’Ora Italiana”, abbiamo sentito la filosofia del resuscitato Sportello consolare: “Lo Sportello consolare è stato concepito innanzitutto per evitare ai connazionali la trasferta a Francoforte per alcuni servizi che implicano la presenza fisica dell’utente. Parliamo quindi, in prima linea, del prelievo dei dati biometrici per passaporti e carte d’identità che, ovviamente, non si può effettuare a distanza. Per tutti gli altri servizi consolari, vale la direttiva di sbrigare per posta o per posta elettronica tutto ciò che è possibile richiedere a distanza”.

In sintesi

Per la carta d’identità, registrazione online su www.consfrancoforte.esteri.it, programma “Prenota Online”, e poi si sceglie Saarbrücken come luogo dove rendere i dati biometrici.

Per i passaporti, domanda scritta di rilascio del passaporto che s‘invia allo Sportello Consolare per posta all’indirizzo 66117 Saarbrücken, Am Ludwigsplatz 7, in attesa di essere convocati.

Per gli altri servizi, richiesta di appuntamento per posta elettronica all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o per telefono 0681/ 925 66 66 6 dalle ore 10.00 alle ore 13.00.

Lo sportello consolare riceve quindi solo su appuntamento.

Comunicati - Rassegna stampa

Pagina 1 di 69

PA Magazine

PAmagazineLogo

CONVENZIONI UNSA

Convenzioni Confsal Unsa

Unsa Esteri on Facebook

Area riservata agli iscritti