INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
presentata dall'On. FUCSIA FITZGERALD NISSOLI il 01/04/2021 16:07

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della Salute - Per sapere
- premesso che:
nei giorni scorsi è stata comunicata dal MAECI una decurtazione delle garanzie assicurative sanitarie
finora riconosciute a tutto il personale operativo negli USA soggiacente al welfare italiano,
diplomatici, impiegati di ruolo e impiegati a contratto, assicurato con Blue Cross Blue Shield, che
sono stati destinatari di una informativa svoltasi presso la sede dell’Ambasciata di Washington e
dalla quale sono state escluse tutte le altre sedi negli Stati Uniti;

le variazioni in pejus delle garanzie assicurative sanitarie andranno a comportare l’esclusione di
alcune prestazioni precedentemente rientranti nella garanzia assicurativa, con particolare
riferimento alle prestazioni medico-specialistiche psichiatrico-neurologiche e alle terapie riabilitative
fisioterapiche, ma uno degli aspetti di maggiore rilievo in cui si palesa il dramma di questa vicenda si
colloca nella compromissione delle modalità di fruizione di circa 5000 farmaci da prescrizione
medica che dal 1 aprile p.v. non saranno più concessi gratuitamente e i cui costi dovranno essere
sostenuti interamente dall’assistito;
si ritiene imprescindibile evidenziare che il costo dei farmaci negli USA è decine di volte superiore a
quello italiano: stando ai dati nella disponibilità dell’interrogante relativi alla comparazione dei costi
dei farmaci, negli USA risultano essere nella media il 250% più alti rispetto ai 32 paesi con cui è
stato attuato il confronto;
a titolo di esempio si evidenzia come un farmaco di fruizione ordinaria e diffusa come il Lovastatin 
per l’ipercolesterolemia, il cui prezzo al pubblico in Italia è pari Euro 8.54 negli USA può arrivare 
anche ad 80 euro;
non si può trascurare il fatto che proprio per ovviare all’insostenibilità dei costi della sanità
statunitense per i lavoratori della rete Maeci è stata predisposta una Convenzione tra il Ministero
della Salute e la Blue Cross and Blue Shield che ha attuato una assistenza diretta a differenza di
quanto invece si verifica per le coperture assicurative predisposte in altri Paesi;
è palese l’assoluta discrasia sussistente tra quanto attuato dal MAECI e quanto la contingenza
pandemica globale invece dovrebbe suggerire: in questa drammatica fase emergenziale l’impatto
della pandemia COVID-19 sulla salute mentale ha raggiunto livelli elevatissimi, come i dati non
soltanto nazionali stanno lasciando emergere, e a ciò si aggiunge l’incremento di domanda di
farmaci registratasi a seguito dell’infezione da COVID che, come noto, può compromettere lo stato di
salute anche per mesi, con strascichi invalidanti. Pertanto la limitazione nell’accesso ai farmaci in
una congiuntura pandemica senza precedenti storici si configura come una violazione costituzionale
dinanzi alla quale l’Amministrazione non può restare silente;

Se non si ritenga prioritario intervenire con urgenza su quanto verificatosi negli USA al fine di
salvaguardare le garanzie sanitarie dei lavoratori della rete in loco ripristinando lo status quo ante in
materia di accesso ai farmaci;

se non si ritenga opportuno predisporre un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali ed i
parlamentari eletti all’estero finalizzato all’analisi delle questioni di cui in premessa e l’
individuazione di soluzioni percorribili a tutela della salute di lavoratori e cittadini.

Presentatore:
On. FUCSIA FITZGERALD NISSOLI

CONFSAL-UNSA CHIEDE TAVOLO DI

CONFRONTO URGENTE CON MAECI SU

VARIAZIONI GARANZIE ASSICURATIVE

DIPENDENTI IN SERVIZIO IN USA

I rappresentanti sindacali della CONFSAL UNSA negli USA, alla luce di quanto è avvenuto nelle ultime ore relativamente alla confusione con cui sono state veicolate le variazioni alle garanzie assicurative medico-sanitarie dei dipendenti in servizio nel paese, hanno incontrato nelle scorse ore, in videoconferenza, il Cons. Barbera, responsabile del personale presso la nostra Ambasciata a Washington.

I nostri rappresentanti hanno mosso motivate critiche alle modalità comunicative della nostra Ambasciata su una questione delicata e sensibile come la copertura sanitaria, che ha dei riflessi determinanti sulla vita dei dipendenti e delle loro famiglie, in particolare in una contingenza tanto complessa come la crisi pandemica in atto. Si segnala il carattere incomprensibile ed illecito di una informativa ministeriale di tale rilievo, rivolta ad una singola sede mentre sarebbe stato legittimo che la stessa fosse indirizzata a tutte le sedi della rete MAECI negli Usa, senza operare esclusioni immotivate: infatti Il coinvolgimento delle sedi periferiche della rete consolare negli USA avvenuto solo in maniera successiva, ha comportato la ricaduta delle informazioni fornite centralmente in maniera differita a seguito della intermediazione dei Consoli o dei locali responsabili del personale, determinando inevitabilmente la sovrapposizione confusionaria di dati e la proliferazione di quadri informativi più disparati rispetto a quanto riferito in origine dalla funzionaria dell’ambasciata.

A tali elementi di complessità si aggiunge anche il fatto che la funzionaria, che originariamente si era fatta portavoce dell’informativa ministeriale, è stata assente dalla sede immediatamente dopo tale comunicazione, rendendosi pertanto indisponibile ad un confronto integrativo sull’oggetto dell’informativa stessa, indispensabile per recepire notizie suppletive necessarie per colmare lacune esistenti o evitare mal interpretazioni delle nuove disposizioni, facilmente realizzabili in uno scenario di opacità e frammentarietà informativa. I nostri rappresentanti hanno richiesto l’immediata sospensione della data del 1 aprile, quale inizio della nuova policy, al fine di aprire un tavolo di confronto urgente con il MAECI per chiarire le ragioni di una variazione tanto celere quanto illegittima nella forma e nella sostanza e chiedere una ridefinizione dei criteri applicativi.

E’ stato evidenziato in occasione della suindicata videoconferenza che lo scenario è reso ancora più grave dal fatto che molti colleghi in sede,  hanno già in atto appuntamenti per visite mediche specialistiche fissate da mesi, per non parlare delle prescrizioni di farmaci ricorrenti, che dal prossimo 1 aprile risulteranno totalmente a carico dell’assistito. L’Amministrazione non ha fornito risposte esaurienti in merito, né indicazioni sulle modalità di gestione di questi casi, quasi come se nessuno ne fosse stato a conoscenza.

La CONFSAL UNSA chiederà pertanto un incontro in videoconferenza con il Direttore Generale del Personale affinché le parti sindacali vengano informate sui reali contenuti, relative tempistiche e sulle motivazioni che hanno condotto alla definizione di una tale manovra, che nelle intenzioni dovrebbe operare dei risparmi in una fase pandemica in cui invece dovrebbero essere offerte garanzie di sicurezza e salute ai lavoratori dello Stato, ma che allo stato attuale determina esclusivamente un danno in capo ai dipendenti del MAECI negli USA e che, nei termini della sua attuale definizione, rappresenta una palese violazione del legittimo affidamento dei lavoratori nei confronti dell’Amministrazione.

Roma, 29.03.2021
CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI

30 marzo 2021

PARLAMENTARI PD ESTERO - L’ASSEGNO UNICO E IL NOSTRO INTERVENTO PER TUTELARE LE DETRAZIONI E GLI ASSEGNI FAMILIARI EROGATI ALL’ESTERO

L'importante legge delega sull’Assegno unico, che con il via libera del Senato previsto per oggi entrerà definitivamente in vigore, rappresenta un primo passo della riforma fiscale messa in agenda dal Governo Draghi.

La legge prevede, tuttavia, il graduale superamento o soppressione di importanti misure attualmente in vigore il cui annullamento potrebbe mettere a rischio alcuni importanti diritti fiscali e previdenziali acquisiti nel corso degli anni – in virtù della normativa nazionale e internazionale - dai nostri connazionali residenti all’estero. Siamo quindi intervenuti presso il Ministero del Lavoro e presso il MEF innanzitutto per informare le istituzioni competenti degli effetti potenzialmente negativi della legge sui diritti degli italiani all’estero e in secondo luogo per chiedere un intervento del Governo per il mantenimento e la tutela di tali diritti.

Il nuovo sostegno familiare infatti andrà a sostituire tutte le attuali forme di aiuto che il sistema oggi riconosce alla famiglia, dalle detrazioni Irpef per i figli a carico agli assegni al nucleo familiare (ANF), dal bonus bebè a quello per la natalità o l’adozione, dal bonus mamme all’assegno per il terzo figlio.

In particolare giova sottolineare che la nuova legge sull’Assegno unico (che, è bene evidenziare, subordina la fruizione dell’Assegno unico alla residenza o al domicilio in Italia) stabilisce il graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali per i figli a carico e dell’Assegno per il nucleo familiare (ANF). Sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia l’ANF sono attualmente erogati anche ai nostri connazionali aventi diritto residenti all’estero (le detrazioni sono concesse ai cosiddetti “non residenti Schumacker”, cioè coloro che producono più del 75% del reddito in Italia – tra questi i contrattisti della nostra rete diplomatica - mentre le prestazioni familiari sono concesse, a determinate condizioni, ai pensionati residenti all’estero tra i quali quelli che hanno ottenuto la pensione in virtù di una convenzione internazionale di sicurezza sociale che contempli le prestazioni familiari nel proprio campo di applicazione “ratione materiae”).

Vale la pena perciò rimarcare che se da una parte l’abolizione, appunto prevista dalla nuova legge, delle detrazioni per figli a carico e dell’assegno per il nucleo familiare (ANF) non comporta particolare nocumento per i residenti in Italia che in sostituzione si vedranno riconosciuto l’Assegno unico universale, dall’altra parte i danni potrebbero essere pesanti per i residenti all’estero ai quali non potrà essere riconosciuto l’Assegno Unico – che richiede la residenza o il domicilio in Italia - e che quindi potrebbero perdere in un prossimo futuro sia le detrazioni che le prestazioni familiari.

Per questo motivo siamo intervenuti presso il Governo chiedendo di adottare negli schemi dei decreti applicativi che saranno trasmessi alle Camere, o in altri provvedimenti legislativi, disposizioni correttive e/o integrative della legge delega che salvaguardino i diritti dei nostri connazionali emigrati.

Angela Schirò (Europa) - Francesco Giacobbe (Africa, Asia, Oceania) – Francesca La Marca (Nord-Centro America)

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della salute - Per sapere - premesso che:

risulta all’interrogante che nei giorni scorsi il capo ufficio Amministrativo dell’Ambasciata italiana negli Usa abbia riferito al personale della sede che, a decorrere dal prossimo 1 aprile vi sarebbero state delle variazioni in pejus delle coperture assicurative sanitarie per tutto il personale operativo negli USA soggiacente al welfare italiano, diplomatici, impiegati di ruolo e impiegati a contratto, assicurato con Blue Cross Blue Shield;

la notizia della rimodulazione assicurativa è stata veicolata al personale senza alcun preavviso, senza alcuna nota esplicativa e ad appena una settimana dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, senza consentire alcuna possibilità di confronto con l’Amministrazione e lasciando i lavoratori deprivati della possibilità di riorganizzarsi sotto il profilo delle cure e della gestione delle risorse personali destinate a queste ultime;

stando alle informazioni a disposizione dell’interrogante, il capo ufficio amministrativo avrebbe addotto come motivazione, la variazione di una normativa nazionale che avrebbe rimodulato l’applicazione dei LEA e la erogazione dei farmaci a carico del servizio sanitario e di conseguenza tale evoluzione normativa sarebbe andata a palesarsi anche nella copertura assicurativa sanitaria riconosciuta ai lavoratori MAECI negli Usa, pertanto la questione, malgrado la evidente delicatezza e gravità, non sarebbe stato oggetto di confronto con il personale e nemmeno con le rappresentanze sindacali in sede;

le variazioni in oggetto se dovessero essere applicate comporteranno una cancellazione delle prestazioni sanitarie precedentemente rientranti nella garanzia assicurativa, con particolare riferimento alle prestazioni medico-specialistiche psichiatrico-neurologiche e alle terapie riabilitative fisioterapiche, compromettendo anche la fruizione di circa 5000 farmaci da prescrizione medica che dal 1 aprile p.v. non saranno più concessi gratuitamente, i cui costi dovranno essere sostenuti interamente dall’assistito;

secondo le informazioni in possesso dell’interrogante, non sarebbero nemmeno tutelati i soggetti fragili, che avrebbero il diritto di fruire gratuitamente delle citate prestazioni e che, stando alla nuova postura amministrativa, saranno soggetti alla discrezionalità dell’ufficio Amministrativo della sede, il quale vaglierà i singoli casi valutando la sussistenza delle condizioni atte a legittimare la deroga;

si assiste ad un eloquente paradosso secondo cui, malgrado dal marzo 2020 si siano susseguiti proclami tesi a sottolineare la priorità di implementare gli strumenti assistenziali e le garanzie di salute, ed il PNRR abbia previsto 19,72 miliardi per il sistema sanitario e in ultimo il c.d. DL sostegni abbia previsto un fondo da un miliardo di euro, per concorrere al rimborso delle spese sanitarie sostenute dalle regioni, assistiamo a manovre di tal natura in cui sono palesemente compromessi i diritti inalienabili dei cittadini e lavoratori, in primis il diritto alla salute costituzionalmente sancito, con interventi privi di legittimità sotto il profilo formale e sostanziale, che sembre su previsioni legislative di cui non sono state fornite nè dettagli e le eventuali correlazioni con interventi in sede assicurativa o bilaterale:

se i ministri interrogati sono a conoscenza di quanto descritto in premessa;

se non intendano chiarire quanto verificatosi, circa le ragioni dell’informativa di cui in premessa, e su quale previsione normativa trovino fondamento;

se ritengano di dover intraprendere ogni opportuna iniziativa volta a tutelare il diritto alla salute dei lavoratori del MAECI negli Usa, preservando le garanzie finora riconosciute ed esorcizzando qualsivoglia misura volta a recare nocumento ai lavoratori.

Firma:

On. Fitzgerald Nissoli

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